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Mentre la vita sfugge, riflessioni d’un vecchio saggio 1-2

Il giorno stava nascendo quando, dentro di sé, il vecchio sentì pervadersi dal freddo della morte. Mani e piedi ardevano come tizzoni sotto il sole cocente, quanto più ancora trattenevano il calore pulsante della vita. Tutto il resto giaceva in un ghiaccio immobile che esalava da ogni parte quanto in esso restava di vivo, memore del tempo estatico e irrequieto della giovinezza. Spalancò di colpo la bocca. Da essa sentì uscire un respiro profondo e involontario, uno spasimo viscerale che segnava lo svuotarsi irreversibile dell’anima. Volavano via anche le poche parole che gli erano rimaste in bocca la sera precedente, quando aveva riflettuto con melanconici pensieri sulla sua vita. Si era ricordato di coloro i quali lo avevano accompagnato lungo i sentieri del mondo e, solo sussurrando, come faceva di solito, accennando con la lingua a semplici suoni, trattenendoli tuttavia, facendo di sé stesso la loro unica casa, aveva accennato i loro nomi, le loro imprese, ne aveva ricalcato i caratteri, rievocato discorsi e parole condivise con loro. Leggi tutto →