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Velato di malinconia

Il tuo pensiero
fu velato
di malinconia,
poiché
quel giorno
il suo dolce viso
venne dipinto
da un sorriso;
era il tempo
delle mele,

a lume
di candele
dell’acerba età,
non decodificasti
appieno
la sua solarità,
eri sulla soglia
dell’amore,
con trepido
pudore.

Sleghiamo la mente

Vorremmo
esser fratelli,
siamo unici
anche se gemelli;

non confondiamo
Caino con Abele,
il ricco
col signore,

l’autoritario
con l’autorevole,
il potente
col prepotente;

siamo protagonisti
coi sentimenti,
sleghiamo la mente,
tocchiamo l’anima

a chi non sente.

Ricerchi la bontà

Sfogli il giornale
e t’accorgi che è intessuto
di calamità, di orrori, di dolori,
d’infelicità;
guardi in modo
più approfondito,
per ricercare
un messaggio di bontà.

Allora,

leggi tra le righe
di bontà gastronomica…
non tanto economica;
ti stropicci gli occhi e pensi:
la fame nel mondo
prima o poi scomparirà?
C’è pur fame di dignità,
nella pagina successiva!

Una rosa bianca

Col suo sguardo
t’ha inondato
il cuore,
t’ha mozzato
il fiato,
t’ha offuscato
con eleganza
la mente;
quella rosa bianca
è lei.

T’ha creato
un’intensa pulsione
emozionale,
eppure,
stai ancora
pensando
se sia
davvero amore:
sì, lo è.

Quello sgambetto

Vorresti
setacciare l’aria
per far emergere
le scorie,

di quel pulviscolo
d’indifferenza
che graffia
la dignità

con lo sgambetto.

C’è chi intasa
ed offusca
la sottile trama
della convivenza,

di quell’umanità
la quale
è alla continua ricerca
d’una vera identità.

Uno sgambetto alla vita.