Archivio per tag: Rosa Riggio

Niente accade per caso

Niente accade per caso, hai detto
e sono tanti i momenti che precedono
il tempo, il giorno, l’ora.

Era settembre. Tu entravi. In apparenza
niente accadeva. Forse una vibrazione minima
nell’aria, uno spostarsi di luce.

Più tardi, davanti allo specchio, cercavo
un appiglio, la forza nel volto
in fuga, lo sguardo oltre l’abisso
(smarrimento dell’io)
troppo tardi per riavvolgere il nastro.

Tutto compiuto? Quanti occhi
quante visioni in corsa nel tempo
dal big bang all’apocalisse
fino a questo spostarsi lento
di ogni cosa, moviola del
nostro raggiungerci, ma dove e quando?

Oh avvenire, raccogliersi è un ordine
del fato nel qui, nell’adesso.

E’ una febbre

E’ una febbre che intorno fa la terra
silenziosa, inerte. Gli altri estranei,
invadenti, si allontanano muti.

Non c’è spazio per nessuno
dentro la nostra sola distanza.

Persiste un patto segreto, furioso,
nella calma apparente delle nostre
braccia conserte. Siamo pura sostanza.

L’inatteso

L’inatteso. Così, mi prende
per mano e mi lascia a due passi
da te. Sono di fuoco o di vento?
Rugiada o tempesta?

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Eccoli gli elementi

Eccoli gli elementi:
di fuoco di acqua di aria di terra
sono fatta: non mi redime
l’affollata solitudine
che ho percorso nel mondo
con pietra convivo
nel convento della mia consuetudine
sono la parte e l’intero
il numero primo, la culla.

Dietro di me
l’orizzonte del mio destino.

E’ una sera di poche parole

E’ una sera di poche
parole. E’ un tramontare
di addii. Ma con me porto
un segreto
è il tuo volto chiuso nel file
dei ricordi, recuperato dal mare
in custodia tra i bip della memoria
volto che emerge e scompare
intermittente promessa
regalo che tengo come un’onda
di suoni ineguali, dal disegno perfetto
su cui ripercorro le sere che non
sono state, su cui una carezza mancata
si stende come corpo nel vento.