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Da “Il mostro dei Carpazi”

“Che occhi belli che hai, neri come la notte. Hanno le stesse qualità di questa dimensione così misteriosa della nostra esistenza. Sono più belli ogni volta che li vedo: è come se fosse uno spettacolo meraviglioso, che sempre si rinnova, che sempre mi emoziona. Ma sono anche eterni, proprio come la notte:  mi sembra di averli già conosciuti prima di questa vita. Sono di una bellezza che c’è sempre stata, e sempre ci sarà, anche quando non ci saremo più… così come la notte era già meravigliosa prima ancora che nascesse l’idea del bello, così i tuoi occhi sono meravigliosi già da prima che tu nascessi, e sempre lo saranno. Chi ha pensato al bello dall’alba dei tempi, pensava a loro… chi penserà al bello nei tempi a seguire, non sapendolo, farà riferimento a quella leggiadra creatura che tu sei.”

Da “Il mostro dei Carpazi”

Entrarono nel cimitero camminando fianco a fianco. I loro passi erano leggeri e quasi impercettibili nel tardo pomeriggio primaverile. Si sedettero su una piccola collina, dove si poteva ammirare il tramonto sulla valle, che riempiva di riflessi dorati i tetti delle case medievali. Dopo un silenzio assorto, lei lo guardò con i suoi profondi occhi neri e disse: “Perché proprio io ? So che tutte le ragazze di Sighisoara ti vorrebbero… cosa vedi di tanto bello in me ?”.

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Da “Il mostro dei Carpazi”

Davanti a lei si aprì un paesaggio meraviglioso. Il silenzio intervallato dal frinire delle cicale; il sole che riscaldava inaspettatamente in quel caldo giorno d’autunno; una brezza leggera che portava l’odore del lago rendevano ciò che vedeva un piccolo angolo fatato. Su un piccolo lago dal blu intenso e pulito, un grande ponte in legno collegava la riva ad un isolotto, sul quale si trovava il piccolo monastero di Snagov.

Nonostante fosse lì sepolto Dracula, uno dei più efferati criminali della storia; nonostante gli alberi secolari sembrassero ricordare le tremende battaglie che sconvolsero un tempo quella piccola isola, Stella ebbe l’impressione di vedere un anticipo di paradiso, un luogo fuori dal tempo, che forse aveva conosciuto in sogno o in un’altra vita; che forse sperava istintivamente di ritrovare, un giorno.