C’era nebbia, nebbia, nebbia dappertutto. Un grigio turbinante, sfocato, soffocante, straniante. All’improvviso tutto girò e il grigio divenne luce accecante, bruciante: era il sole che brillava nella notte squallida. Ma era notte ? No, all’improvviso era giorno. Si trovava magicamente nel cortile della sua bella casa, in una ridente estate della sua infanzia. Tutto era come ricordava: c’era suo nonno tra le piante del giardino, il suo cane che dormiva al sole, sua madre che un po’ fastidiosamente cercava di farlo studiare. All’improvviso rincasò suo padre, come se quel giorno di pioggia non fosse caduto in un burrone tornando a casa; come se non fosse morto.
Da “Il mostro dei Carpazi”
Davanti a lei si aprì un paesaggio meraviglioso. Il silenzio intervallato dal frinire delle cicale; il sole che riscaldava inaspettatamente in quel caldo giorno d’autunno; una brezza leggera che portava l’odore del lago rendevano ciò che vedeva un piccolo angolo fatato. Su un piccolo lago dal blu intenso e pulito, un grande ponte in legno collegava la riva ad un isolotto, sul quale si trovava il piccolo monastero di Snagov.
Nonostante fosse lì sepolto Dracula, uno dei più efferati criminali della storia; nonostante gli alberi secolari sembrassero ricordare le tremende battaglie che sconvolsero un tempo quella piccola isola, Stella ebbe l’impressione di vedere un anticipo di paradiso, un luogo fuori dal tempo, che forse aveva conosciuto in sogno o in un’altra vita; che forse sperava istintivamente di ritrovare, un giorno.
Prologo – Il mostro dei Carpazi
Ti chiedo scusa per essere ancora qui, a parlarti dopo la tua decisione. Però, cerca di capirmi: sono un uomo innamorato, che ha perso il suo amore e vorrebbe riconquistarlo. Per due giorni avevo deciso di rispettare la tua richiesta di non cercarti più, ma poi ho cambiato idea. Non credere che questo mio gesto significhi una mancanza di rispetto nei tuoi confronti.
