Addio ad Edipo

Ho già capito
stendendo al tuo seno
la mia inerme anima
che indifesa, non è più
e libero, da ciò che ero
in ritardo, ti saluto
o dolce madre.

Gli ultimi giorni d’autunno

Lei stava seduta in mezzo alla piazza
nove di sera nessuno che passi
era un giorno d’autunno silenzio d’intorno
ma portato dal vento un uomo arrivò Leggi tutto →

Gocce 2/6

La luce infida di una giornata di pioggia filtrava attraverso le fessure dei battenti. Una musica lontana e moderna stonava con l’ordinato ticchettio della sveglia sul comodino di legno laccato. Otto e quindici. Tutto trasudava ordine in quella stanza. Leggi tutto →

L’Enigma – Atto secondo – 3/3

Il fotografo si precipita quasi correndo verso il fondo del palcoscenico, seguito dagli sguardi di tutti gli avventori, e scompare nella porta con scritto “Cinema”; Leggi tutto →

Due nomi

Sono cresciuto anch’io sull’orlo del Sammarella, nella terra dai due nomi: Basilicata per quelli che sono restati, Lucania per quelli che sognano ancora un ritorno.

Si diceva brigante, allora, per dire a un ragazzo che era in gamba, che aveva fiuto, che non avrebbe fallito mai niente. A mio padre, quand’era ragazzino, gli dicevano sempre brigante. Voleva dire che non frignava nemmeno quando la polvere gli bruciava gli occhi. A lui e a tutti quelli come lui li chiamavano briganti, perché erano svegli come capre. Leggi tutto →