Metempsicosis – 13 – L’ultima morte

Finalmente sono qui un profumo che conosco già
su un cuscino dormo
sto aspettando non so chi sempre al buio anche qui
lunghi i miei capelli

Ma perché son donna io e chiedo a Dio che faccio qui

Suona un campanello corro e sento che sto aspettando me
non capisco più

Sto già tremando al pensiero che sia io
dietro la porta la mia faccia freme di vedere proprio me
sento le gambe cedere

Cosa faccio io non so resto fermo aprirò
ma la vita va da sé e riparte verso me
e risuona dentro me l’insistenza sul fragile
cuore di una donna che che donna è
che donna è che uomo io

Non è un sogno ma sto incontrando me apro piano e poi

Ora so sono io due persone un oblio
che si perde nel tempo che fu

Mi butta sul letto e poi la butto sul letto e poi
mi strappa l’anima le strappo l’anima

Voglio resistere ma non si può
questa violenza è senza pietà
vedo i miei occhi uccidere me
provo lo strazio di soccombere

Non posso essere io la belva che si crede Dio
non posso credere che ho perso l’anima mia

L’ultima morte, non tornerò più.

Metempsicosis – 13 – L’ultima morte ultima modifica: 2013-01-21T09:04:19+00:00 da Michele Ermini

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