Due colpi in fronte 1/2

Il vero problema non era uccidere, il vero problema era farlo senza avere rimorsi. Invece, per Tom, negli ultimi mesi il solo unico problema era proprio il rimorso. Unico problema che ne aveva portati altri. Non era più il killer spietato di una volta. Aveva iniziato a commettere tanti piccoli errori e non per l’età, non aveva ancora 45 anni, o per il valore delle sue vittime, tutti uomini d’affari capaci solo a fare riunioni in videoconferenza, ma proprio perché i rimorsi che stavano emergendo nell’ultimo anno lo avevano portato ad essere distratto e a commettere imprecisioni. Imprecisioni che, per un lavoro come il suo, volevano dire eliminare il problema, con relativi giudizi positivi dell’ambiente, colleghi in primis, e avere nuovi contatti e nuovi clienti.
Provava rimorsi per suo figlio, che ormai aveva sette anni ma da quasi cinque non lo vedeva. L’ultima volta lo aveva visto a una vigilia di Natale, era andato a trovarlo nonostante la mamma del piccolo glielo avesse proibito. Aveva rimorsi anche per la mamma del figlio, la sua Kate, la splendida ventritrenne del Montana che aveva conosciuto tredici anni prima e alla quale aveva dichiarato amore eterno. Una dichiarazione falsa, visto che in un momento di debolezza si confidò alla sua donna e spiegò il vero motivo delle sue lunghe lontananze da casa. Il trader internazionale in nanotecnologie era solo una copertura, un mascheramento a portata di mano visto che molte sue vittime in quel periodo vivevano proprio in quell’ambiente e così  aveva preso confidenza con quella attività. Si era addirittura incuriosito all’ambiente delle nanotecnologie, in un certo senso era veramente affascinato dalle sue vittime, così decise che la sua professione fosse quella di trader in nanotecnologie. Tutto funzionò per il meglio, fino a quando con la bella Kate incinta di 6 mesi, si fece prendere dall’amore tipico degli uomini che non sanno amare e confessò tutto alla moglie. Disse che il suo lavoro era ben più sporco di quello del macellaio, disse che il suo lavoro era ben più redditizio di quello di un buon banchiere e disse anche che il suo lavoro era un lavoro ben più da vergognarsi rispetto a quello di un ladro. Ammise di essere un killer di professione e pure dei più quotati nel paese. Apriti cielo, con la cattiveria che solo una donna sa avere quando vuole allontanare un uomo da sé, la bella Kate si trasformò in un animale feroce. Sputò in faccia milioni di colpe a Tom, molte delle quali neanche sapeva d’avere. Da allora, tutto era finito. La loro storia e la paternità del piccolo James, l’unico nome che Tom aveva dichiarato di odiare. Il nome che Tom non avrebbe mai voluto dare a suo figlio. L’ultimo colpo basso di Kate. Almeno così poteva sembrare, perché in realtà, Kate si fece promettere da Tom sette mila dollari al mese per il mantenimento del figlio. Promessa mantenuta da Tom, con quei soldi la signora faceva la bella vita e trovava anche il tempo per qualche toy boy. E poi Tom non sapeva che la prima tradire la fiducia del partner era stata proprio lei. James, infatti, poteva essere benissimo figlio di una scappatella fatta proprio nel periodo in cui Kate rimase incinta, ma Tom non venne mai a sapere questo e Kate si guardò bene dal dirglielo. Così, la bella Kate, sfruttò l’onestà del killer innamorato per sistemarsi. Una madre sola, abbandonata dall’uomo al quale aveva dato tanta fiducia, and last but not least, Kate aveva un bel gruzzolo in banca. Lasciatogli da un vecchio miliardario texasano, un ringraziamento per una estate passata a Miami insieme al vecchio petroliere che, a detta sua, ne sapeva molto meno dell’allora ventenne Kate, dal verde stato del Montana, di pompe. Un’estate passata a pompare. Per il settantenne Jackey William Burney e per la ventenne Kate, dal Montana, il pompaggio era una questione di soldi, oltre che di passione. Così, la bella del Montana, oltre ad avere mille segreti e fare una vita molto agiata, proibiva al suo ex amore di vedere il piccolo James.
Tom non era più lo stesso e i suoi ultimi grossolani errori lo avevano messo in seria difficoltà. Due settimane prima, per eliminare un uomo d’affari bulgaro, aveva rischiato di farsi prendere dalla polizia. Anzi, in realtà fu beccato ma da un suo amico, il quale accettò di chiudere entrambi gli occhi e la bocca per una bustarella di quindici mila dollari. Praticamente la metà del compenso di Tom. Quasi la stessa cosa era successa mentre faceva un piacere ad un amico. Doveva far finta di essere un cliente di una squillo per prendere informazioni a riguardo della tipa. Pareva fosse invischiata in affari di droga molto importanti. In effetti, lo era ma questo Tom venne a saperlo grazie a una chiacchierata con un tizio in affari con lei. Il problema era stato che Tom per avere la conferma della posizione della prostituta, si sbilanciò e spifferò all’individuo non solo il fatto che era lì per raccogliere informazioni sulla squillo ma face anche il nome dell’amico che, per un “sono in debito con te”, gli aveva chiesto d’indagare. Quando si accorse di quello che aveva combinato e sicuro che il tipo avrebbe usato le parole di Tom contro il suo amico, dovette prima rompergli il naso con una testata e poi fargli una iniezione di coca. La caricò talmente tanto che il tipo andò in overdose in pochi minuti.

Due colpi in fronte 1/2 ultima modifica: 2015-09-07T08:10:24+00:00 da Mauro Fornaro

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