Archivio per categoria: Poesia

Ho vissuto una vita di ombre

Ho vissuto una vita di ombre,
Un volto riflesso nello specchio
Spaccato da una linea di luce;
Piangevo le camere sgombre
Del mio cuore, il fondo di un secchio
Che gocciola, un singhiozzo che produce
Un rivo.
S’agitava in me un male sovversivo.

Mossi i primi passi, nell’arte dell’untore
Sacra E Antica,
Nel Riempire Le 4 stanze
Che rimbalzano incessanti nel petto,
con poche lievi fanciulle, nel fiore
Del sesso, muovendo molli danze
Limitate da mancanze d’intelletto
Sul sedurre.
Come intralciato avanzavo e mi facevo condurre.

Quando fui solo e solo per mia scelta,
Come ogni volta, mossi a compiacere
Nuovi passi, a captare le sottili
Finestre femminili, la cerimonia divelta
Dagli usi culturali, ne scrutai le Macchie nere.
Coltivai un mio giardino, prati di vili
Steli,
Chiuso in me, tra i germogli fedeli.

Poi tu, Tako, crescesti rigogliosa
Come quercia forte cresce,
Oscurando l’altre, soffocandone la luce:
tuo è il mio giardino, ed ogni cosa
Suona melodiosa, ed ogni pesce
Del laghetto prega il frutto che produci.
La tua mano
Ha reso tempio il giardino di un ortolano.

Gora perduta

Ti ho ritrovato
perduta gora

In luoghi e tempi diversi
in te scorre immutata
l’acqua eterna

la stessa della mia infanzia
tornata a destare assopiti ricordi
che ora
scorrono limpidi nella mente
e sgorgano in nuove emozioni

Sei pura energia capace di muovere
la pesante macina,
sciogliere le catene del dubbio
e liberare la speranza

Il volo

Un vento leggero
sfiorava delicatamente le tue ali
… intanto io credevo già di saper volare.

Sto diventando vecchia

Vorrei non dirlo a nessuno
che sto invecchiando,
eppure mi sembra
d’essere sempre esistita,
come la tenera edera
che cresce sui muri
mossa appena dal vento
rigenerandosi al mutamento delle stagioni.

Non mi vanto delle prestigiose
vittorie al qual la vita riservò
e nè piango le innumerevoli sconfitte.

Da umide donna qual sono
sospiro il paradiso
mentre cammino faticosamente
sentieri tortuosi
senza cercare mai una scorciatoia.

Le mie impronte… (Tra le mani dei bambini)

Le mie impronte
fatte con mani
sono degli enigmi luminosi
che solo tu madre sai risolverli.

Dove s’appoggiano
lasciano indelebili ricordi
scritti su muri e sui mobili.

Non sbiadiscono mai
perché vivono nel tuo cuore
come parole di un eterno amore.

Sono piccole e fragili
sempre tese verso il cielo
alla ricerca
di qualcosa (o di qualcuno)
quando tutto diventa difficile
per sostenere
pazzetti incetti
o solo per scoprire il mondo
che gira in torno
in un girotondo.

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