Archivio per categoria: Poesia

Una rosa bianca

Col suo sguardo
t’ha inondato
il cuore,
t’ha mozzato
il fiato,
t’ha offuscato
con eleganza
la mente;
quella rosa bianca
è lei.

T’ha creato
un’intensa pulsione
emozionale,
eppure,
stai ancora
pensando
se sia
davvero amore:
sì, lo è.

Non so chi tu fossi, pittore di colombe

Non so chi tu fossi, pittore di colombe
che giaci sepolto all’ombra del faggio,
in terra lontana, tra sconsacrate tombe,
ma sento che tracci la forma e il miraggio
che cogli tra i volti, tra splendidi disegni
nell’aere leggero e nei fiumi di fiori.

Ma il male segreto ch’alberga quegli ingegni
sensibili d’estri divini ai cori
a vita ti tolse, percosso nello spirto
a guisa dei miseri pinti nei quadri
che scuoton le braccia, agli alti uccelli e al mirto
portando tra l’ali donne amate e madri.

Partito col vento, soffio almo di pianto
non fosti soltanto dell’arte tua il boia
ma morto, nel mondo, dei tuoi colombi il canto
strappasti disegni leali alla Gioia.

Dentro i tuoi occhi

Se mi fermo un solo
istante
a guardare i tuoi occhi
vedo dentro un lago
incantato

Quello sgambetto

Vorresti
setacciare l’aria
per far emergere
le scorie,

di quel pulviscolo
d’indifferenza
che graffia
la dignità

con lo sgambetto.

C’è chi intasa
ed offusca
la sottile trama
della convivenza,

di quell’umanità
la quale
è alla continua ricerca
d’una vera identità.

Uno sgambetto alla vita.

Non possiedo la freccia

Non possiedo la freccia
Che lesta s’incocca, tende
E schiocca, fischia e sfreccia
Nel cielo, non scende
E centra il bersaglio. Senza rumore
Entra nel petto, e trafigge il cuore.

Lento è invece il mio trabucco,
Carica il sasso e s’imbarca
Del peso, ruota con trucco
Studiato, grava la barca
E l’affonda. Un sordo boato,
Affonda nel legno e nel mare salato.

Lavando i tuoi sudici artigli

Tu mi dici: “saltella come quello,
Che nasconde nelle figure più ardite
Parole attrici del fiero e del bello,
Incanta con metriche stordite:
Dante è morto, posa il suo mantello!”

Ma la fonte non accetta consigli

Così avanza la mia poesia
Con slanci macchinosi e lenti
Distanti dalla mia euforia
Forti di sovrumani intenti
D’arte: Voglio che così sia.