Archivio per Autore: Sara Montella

Muoversi 1/2

Sensi alterati
vedere l’estate nel buio dell’inverno
l’inverno nell’estate

vedere il ciclo in cui proiettiamo
le nostre vite
assumendo che

anche noi ritorneremo
come tutti gli esseri
a vita infinita

la verità è che purtroppo
il seme non può essere albero
la spirale non può essere cerchio

Segreto

Lascia che ti dica un segreto. Ero l’oceano un tempo.

Allargavo le mie braccia da paese a paese
e quando inclinavo la testa all’indietro,
i miei capelli diventavano un milione di sirene addormentate. I Pesci nuotavano dentro di me, attraverso di me.
Barche e pescatori galleggiavano dimenticati
nelle loro tombe, ai miei piedi.

Ero l’oceano.
Poi ho strisciato sulla Sabbia fin sulla Luna.

Ora io sono il figlio della Luna, fatto di sale marino
e lische di pesce.
Io sono l’oceano che ha deciso di strisciare via
e ho coperto la mia pelle con polvere di cometa.
Stringo crateri nei palmi delle mie mani come fiori appassiti, le sirene che un tempo erano i miei capelli si sono svegliate e cantano ora.

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Lei

Lei è il tipo di ragazza che tiene gli occhi aperti quando baci, così come tiene aperto il cuore 24 ore su 24 7 giorni su 7. Le piace disegnare giravolte negli spazi vuoti delle pagine, perché il bianco la fa sentire sola, come se potesse cadere in quel nulla e non rialzarsi.

É il tipo di ragazza che pensa che l’idea di stare seduti sotto gli alberi sia più bella che farlo veramente, perché non importa quanto poetico possa essere, ma alla fine della giornata ti ritroverai accaldato, coperto di formiche e pruriginante. Ma lo farà, lo farà perché essere poetica è tutto quello che ha. A volte, distrattamente, pensa che innamorarsi sia molto simile a stare seduti sotto gli alberi.

Una volta si innamorò alle 10:30 e ne uscì alle 10:32. In quel momento rise, si mise una mano sul petto, disse che lui le aveva preso un pezzo del suo cuore ma che le andava bene perché aveva intenzione di darlo via tutto comunque. Per lei era inutile, uno strumento arrugginito intrappolato dietro costole stonate che avrebbero potuto diventare perfettamente musicali, se nelle mani giuste. Si meritava di essere rotto e gettato in disparte, affidato ad altre voci.

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Fu come

c’è stata
una volta,
in cui ho respirato una
stella
cadente
un sentiero d’argento

fu come baciare
un fantasma
nel sottoscala,
le sue labbra premute
contro le mie

mi hai detto
Mio Tesoro
io
non sarò qui per sempre,
solo il tempo
di farti innamorare
di me.

l’alba si affacciava
all’orizzonte, sfocandosi
in anelli di nebbia.
lì stavano il
presente
e anche il
futuro

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Punto

Hai presente il mondo segreto che si trova alla fine delle favole?
Ecco, è li dove vorrei baciarti.
Distrarci dalla vita, percepire le tue labbra ancora una volta.
Agguantare il tuo respiro che sa di notte e miele.
Per vivere per sempre.
Punto.

Sara Montella