Archivio per Autore: Hebe Muñoz

Pozzi

Come colonne i tuoi occhi sostengono la mia nuditá
si distendono verso di me
e mi raggiungono

Mi attraversano come aghi
pungendo l’iride della mia anima
ed é miele spessa quello che scorre per le mie vene

Lo vedi
al rosso importa ben poco
(io direi assolutamente niente)
che i pori della mia pelle e i miei sogni siano alla deriva delle tue voglie
appropriandosi delle mie guance
del mio petto
e della mia schiena fino a dove finisce

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Dedica

Ti dedico gli spazi dove io non ci sono
così potrai riempirli di me

Ed il silenzio
ti dedico anche il silenzio
il silenzio che lasciano ( al loro passo e con la loro fretta)
le parole spettinate

Ti dedico ogni mio spasmo
(con la mia mano o con la tua)
affinché tu possa ricordare quello che significa ballare
quello che si sente quando tocchi i miei fianchi con il tuo corpo
ed il mio respiro rotto con il tuo collo

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Sentenza

Mi dichiaro colpevole
colpevole di passare camminando lentamente
davanti ai tuoi pensieri
con aria disinvolta
e di girarmi all’improviso per fissarti con il mio sguardo
dalla parte interna e posteriore dei tuoi occhi
(sia che questi sono aperti o chiusi)

Mi dichiaro colpevole di darti dei colori
sopratutto l’azzurro
e di averlo sparso
(irregolare, circolare)
sul tuo cielo
con il palmo della mia mano

Mi dichiaro colpevole di attraversare le tue notti quiete
giocando con il vento e tutta spettinata
irriverente davanti al tuo sonno
Sono colpevole di non lasciarti riposare
di ricordarti sempre la lunghezza delle mie gambe
e l’ampiezza del mio ventre con i suoi due inequivocabili nei

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Motivi

Ti nomino ma non ti scrivo
perché così
tu non rimanga contenuto in questa incomprensibile rima
perché tu possa inondare tutto quanto nel tuo percorso
senza pensare
senza misurare
senza chiedere il permesso
ne a me
ne alle mie vocali
ne alle mie consonanti

Ti nomino ma non ti scrivo
perché così facendo
sarai mio
e della mia bocca
e dell’aria
perché sei tu
quello che mi suona dentro
quello che mi succede
quello che mi prende
inevitabile come gli angoli che si piegano

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Baciami

Baciami e non chiudere gli occhi.
Sprofonda in me
e poi,
con l’agilitá di un pianista,
fa che la mia anima tesa da i tuoi arpeggi
rimanga in un tono sostenuto.

Passa le tue dita
lento,
costante,
sul mio collo nudo.

Ti sorrideró
e ce ne andremmo lontano.

Amo gli enigmi delle tue mani,
veterane su i miei fianchi.

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