Amore

Odalische velate di rosa preparano il suo giaciglio,
lei, piccola, tremante,
illumina il suo tragitto.

L’aria è immobile sul fiordo,
tutto pare fermato
nell’attesa del “signore del giorno”.

L’orizzonte è infuocato dai suoi caldi raggi,
che sembrano far allontanare lei
verso l’alto, dove il suo eccessivo calore
non potrà ferirla.

Lei continua ad attenderlo,
pur sapendo il rischio che corre;
lei abituata al buio e al freddo delle notti siderali.

Pur di vederlo è disposta a qualsiasi sacrificio,
a qualsiasi sofferenza,
anche fatale.

Un latrato lontano, un volo di gabbiano
gli ultimi rumori e movimenti
in attesa della miracolosa nascita,
imminente.

La piccola stella sembra ancora più in alto,
più lontana, trascinata da forze occulte,
ma sempre bramosa
di accogliere i suoi roventi abbracci.

Due gabbiani le volteggiano intorno,
sussurrandole dolci parole di conforto,
complici del suo devoto amore,
consapevoli del suo destino.

Ecco: lui sta per emergere dall’orizzonte
ormai rosso,
quando lei sparisce piangendo,
senza poter per l ennesima volta
abbracciare il suo prorompente amante.

Il rito si compie tutte le mattine
e l’epilogo, noto agli insonni spettatori,
turba gli animi sensibili,
impotenti di fonte al volere della natura

(Dubrovnik, agosto 1998)

Amore ultima modifica: 2014-08-20T08:20:29+00:00 da Paola Capitani

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