Archivio mensile: aprile 2019

Stai visitando gli archivi di Prosa e Poesia.

Un secchio di parole

Per un’immagine distorta
qualcuno disse non stai bene
ho solo fatto a botte con la sorte
e cosa importa
se un po’ si vede
Se sono andato un po’ sfocato
su questa vita ci son nato
e la mia strada è sempre stata
un poco storta
quasi sbendata.

E la ragione è sempre un torto
basta svoltarsi un poco indietro
non siamo fatti per guidarci
e andare a letto presto
per non guardarci.

E accontentarsi è solo un vizio
poco meno di uno sfizio
così parlarsi su due piedi
e raccontarsi che va bene
se ci si vede.

Tu però non ascoltarmi
è solo un secchio di parole
incroci sfatti per distrarci
da questa musica che piove
e piove.

E se ancora ci scriviamo
è solo dopo questa pioggia
che si tuffa da così lontano
e come musica non è male
è quasi mare.

Ed io no, non sono io
che ho fatto in tempo a dirti che ti amo
amore mio:
è solo un secchio di parole.

 

Aldo Villa

Ho vissuto una vita di ombre

Ho vissuto una vita di ombre,
Un volto riflesso nello specchio
Spaccato da una linea di luce;
Piangevo le camere sgombre
Del mio cuore, il fondo di un secchio
Che gocciola, un singhiozzo che produce
Un rivo.
S’agitava in me un male sovversivo.

Mossi i primi passi, nell’arte dell’untore
Sacra E Antica,
Nel Riempire Le 4 stanze
Che rimbalzano incessanti nel petto,
con poche lievi fanciulle, nel fiore
Del sesso, muovendo molli danze
Limitate da mancanze d’intelletto
Sul sedurre.
Come intralciato avanzavo e mi facevo condurre.

Quando fui solo e solo per mia scelta,
Come ogni volta, mossi a compiacere
Nuovi passi, a captare le sottili
Finestre femminili, la cerimonia divelta
Dagli usi culturali, ne scrutai le Macchie nere.
Coltivai un mio giardino, prati di vili
Steli,
Chiuso in me, tra i germogli fedeli.

Poi tu, Tako, crescesti rigogliosa
Come quercia forte cresce,
Oscurando l’altre, soffocandone la luce:
tuo è il mio giardino, ed ogni cosa
Suona melodiosa, ed ogni pesce
Del laghetto prega il frutto che produci.
La tua mano
Ha reso tempio il giardino di un ortolano.

Gora perduta

Ti ho ritrovato
perduta gora

In luoghi e tempi diversi
in te scorre immutata
l’acqua eterna

la stessa della mia infanzia
tornata a destare assopiti ricordi
che ora
scorrono limpidi nella mente
e sgorgano in nuove emozioni

Sei pura energia capace di muovere
la pesante macina,
sciogliere le catene del dubbio
e liberare la speranza