Archivio mensile: ottobre 2017

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La strada delle emozioni

Volevi entrare
all’istante
in quel sogno
ed hai trovato
la porta serrata.

Riproverai domani.

Attendi speranzoso
chi ti dia le chiavi
per incamminarti
sulla strada
delle emozioni.

Senza calpestarla.

A Prato “Un occhio in più per leggere il mondo”

Riceviamo e condividiamo volentieri questa iniziativa che si svolgerà presso la Biblioteca Lazzerini di Prato.

Link all’Evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/511215682591576

Tre incontri, aperti a tutti, che trattano la letteratura di migrazione, opere di autori immigrati scritte nelle lingue dei paesi ospitanti. I temi sono quelli legati all’esperienza migratoria: lo sradicamento, il reinserimento, il dilemma identitario, la memoria, la rivisitazione della propria storia personale.

Gli incontri sono condotti da Laura Di Pofi, docente alla New Haven University di Prato e allo Smith College di Firenze, e accompagnati dalle musiche di Enzo Pacini alla chitarra.

INGRESSO LIBERO

Lunedì 13 novembre – ore 17.00 – ‘La città’
L’arrivo di “estranei” che ridisegnano, riconfigurano e riscrivono la città destabilizza coloro che la abitano già da tempo. I nuovi arrivati, a loro volta, cercano spazi, ambienti architettonici e umani familiari o inclusivi. O interstizi sociali e urbani in cui nascondersi e, semplicemente, sopravvivere.

20 novembre – ore 17.00 – ‘Lo spazio delle parole’
I migranti richiedono spazio anche tra le nostre parole, con neologismi, incursioni di suoni stranieri e un immaginario completamente nuovo. L’esperienza richiede alla lingua italiana una plasticità e una capacità di autorigenerarsi, che non sempre sono apprezzate dalla critica letteraria.

27 novembre – ore 17.00 – ‘Gli italiani per gli altri’
Italiani fratelli e figli di una sola patria, Italiani cristiani e civilizzatori, Italiani brava gente, Italiani cuochi esperti e romantici, intenditori di vino, d’alta moda e di design. Questa è l’immagine di sé che l’Italia nel tempo ha creato e autoriprodotto. Ma la letteratura di migrazione ci pone di fronte un’altra storia e un altro presente. Ed è così che ci scopriamo relativi e che i nostri modi diventano solo uno dei modi possibili.

Per informazioni: Segreteria del Polo – servizimc@comune.prato.it – 0574 183 7818/9

 

Di te amo

Amo in te quell’anima invisibile,
le tue avventure,
i tuoi affanni sudati,
la tua passione da mordere.

Amo in te la tua audacia,
i tuoi occhi,
il tuo coinvolgimento,
la tua forza, la tua sapienza.

Amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

Velato di malinconia

Il tuo pensiero
fu velato
di malinconia,
poiché
quel giorno
il suo dolce viso
venne dipinto
da un sorriso;
era il tempo
delle mele,

a lume
di candele
dell’acerba età,
non decodificasti
appieno
la sua solarità,
eri sulla soglia
dell’amore,
con trepido
pudore.

Attendente 2/2 (I più votati di Prosa e Poesia)

Iniziò a essere una specie di gioco per lei, svegliarsi ogni giorno sempre prima per vedere se l’uomo fosse già sulla spiaggia. Si alzava quando era ancora buio, quando si sentiva l’oceano ruggire piano all’alba, fiero e carezzevole. Lui era sempre lì.
Si domandava cosa mangiasse, se usasse un bagno. Ma non voleva chiedergli cose così sciocche.
“É sposato?” domandò allora.
L’uomo la guardò e quel suo viso di carta sembrò vacillare sotto mille pensieri per una frazione di secondo.
“Sì” rispose laconico, ritornando a osservare il mare. Lei lo guardò, guardò i suoi capelli bianchi e le lentiggini sulle braccia. C’era una storia in lui, lo sentiva, proprio sotto quella pelle sottile e accartocciata. Non avrebbe voluto forzarlo a raccontare, ma non ce la fece.
“É questo che sta aspettando?” chiese. “Sua moglie?” Si pentì immediatamente della domanda, sperò che la lingua le si attorcigliasse in gola, ma era troppo tardi. Le parole galleggiavano proprio in mezzo a loro, impossibili da ignorare.
“A volte”, rispose lui con un mezzo sorriso triste. “Ma ora sto aspettando la tua storia.”
“Non ci sarà nessuna storia” disse lei e corse incontro alle onde, nuotò e nuotò, certa che così l’uomo e il suo sguardo profondo non avrebbero potuto raggiungerla.

Lo incontrò il giorno dopo, decisa su un’idea.
“Venga vicino all’acqua”, gli disse, “giusto sul bagnasciuga.” L’uomo scosse la testa, ma lei poteva vedere che i suoi muscoli pronti a farlo. “Solo sul bagnasciuga, niente di più.”
Mosse un passo. Lui era come un manichino coperto di sabbia e mal oliato, lei come una ninfa dell’acqua, una sirena che lo chiamava sulla melodia dell’oceano. Le si mise accanto, si lasciò bagnare le caviglie da quel mare salato.
“Sto affondando” disse, guardandosi i piedi sorpreso.
“Sì, le onde se ne vanno prendendo con sè la sabbia” gli disse.
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