Archivio mensile: aprile 2017

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La Passione di Cristo

Morte e vita
sofferenza e mali
s’incontrano per poi finire

Una degna offerta
di Colui che ci
ha salvato soffrendo

Quanti

Donami
magma di quanti
quell’intreccio imprevedibile
dove capelli al vento
in movimenti possibili
sono il momento.

Trombone (al contrario) (I più votati di Prosa e Poesia)

Non so chi gliel’ha messo il soprannome, probabilmente i’ Verdi.  È però certo il motivo: per l’opposto. Senza voler essere volgari, Vittorio Vignoli in vita sua la deve aver annusata poco.
Aveva una madre importante, di grande personalità. Soverchiante. E Vittorio ne era affascinato e succube allo stesso tempo. Quando entravi in casa loro, all’Altare o al Poggio agli Uccellini, si capiva subito che i pantaloni ce l’aveva l’Agatina, quella vecchia, con i capelli da strega, che sedeva a lato del camino in poltrona, come un re su un trono.
“L’è un coglioncione. Un riesce a trovare una donnuccia..!”
E così Vittorio ingrossava la folta schiera degli zibi di Bivigliano. Sarà l’aria.
In Comune ce l’ho trovato. All’epoca si divideva tra il portare il pulmino e lavorare di badile a fare il cantoniere. Non l’ho mai visto correre. Nemmeno andare di passo veloce. Era un contadino. E poi anche alpino. Il passo è lungo, ondeggiante, continuo e indefesso: va piano, ma arriva lontano.
Mario Sartini, il suo maestro cantoniere. Pala e piccone. Così si facevano le fossette prima dell’era della terna. Quando arrivò il mezzo meccanico si chiuse un’epoca ed allora il contadino si trasformò in autista di macchina operatrice.
Imparò a manovrare la pala meccanica con la neve, a spostare le leve dell’escavatore arancione per azionare il braccio dentato che mordeva la terra. “La tera” come dice lui..
A fine carriera dell’escavatore, e poco prima della sua pensione, il contadino riscattò la macchina. Se la comprò e se la portò a casa. Era nata una coppia, un connubio di amorosi sensi. Leggi tutto →

L’orologio solare

I valori scorrono
sulle lancette delle ore,
su ombre e luci,
nei silenzi e nei fragori
dell’umanità;
lambiscono animi
e culture con idiomi.

A volte
incomprensibili.

Orologi solari
d’ogni terra,
i cui lembi arsi
o fertili di sentimenti,
posseggono un linguaggio
comprensibile a tutti:
l’amore!

E’ tempo di rispetto
reciproco.

Il canto del mare

Sussurra una conchiglia
il canto del mare
che riporta
nel silenzio
senza vento,
senza alcuna brezza,
un inno d’amore
ove il cuore mio
ascolta e alberga
in uno stringente fragore.

Il suo canto melodico
un continuo movimento
che trascina e getta
con burrasca o lentezza
inizia e cessa
e poi inizia e cessa
alternando pace e tempesta
inebria i pensieri,
li culla, li accarezza
e li porta via con sé
dove l’orizzonte si confonde con il cielo.