Archivio mensile: novembre 2016

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Un viaggiatore senza tempo 1/3 (I più votati di Prosa e Poesia)

Un giovane era seduto al bar davanti a un cocktail pesante, così immaginai dalla sua espressione quando ne mandava giù un sorso: spingeva le labbra prima in avanti per poi risucchiarle in dentro, come fosse chiedere troppo tenerle sporgenti.
Mi sono stupito: alla dieci del mattino, un cocktail?
-Buongiorno – gli dissi avvicinandomi. Avrei voluto un approccio meno formale, mi pareva di conoscerlo da tempo.
-Buongiorno – mi rispose guardandomi dritto negli occhi e aggiunse – sto affogando la mia mancata giovinezza.
-Mancata? Ma sei giovane!
-Anche tu sei convinto che basti essere anagraficamente giovani? Ti sbagli.
-Ma cosa ti è successo di tanto terribile, da considerarla mancata?
-Non lo so – non ho ricordi, qualche flash qua e là, ma tutti uguali, probabilmente sempre gli stessi con qualche minima variante.
-Spaventoso! Come fai a sopravvivere senza nemmeno un ricordo?
-È un buco nero che si porta via tutto, in un vorticoso vorticare.
-Bello il vorticoso vorticare! Ma tu dove sei, in fondo o stai vorticando?
-Non lo so, non mi vedo.
-Prova a cercare, forse trovi qualcosa, un oggetto, una parola, un odore che ti richiami alla memoria un ricordo, anche piccolo…
-Io ci provo, ma in questo roteare non c’è niente.
-E perché bevi?
-Si beve per dimenticare ma, avendo dimenticato, se bevo forse posso ricordare.
-L’idea non è male!
-Hai presente il tè di Alice? Bene, è come se quell’unico ritaglio che ho in memoria si ripetesse all’infinito.
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L’eutanasia della libertà

Se v’è abitudine
al male,
all’eutanasia
della libertà,
alla metastasi
infinita
che devasta
la vita,
ove la serenità
dell’uomo è inibita;

L’organizzazione criminale
incuneatasi
nei gangli della società,
deprime la dignità,
scoraggia il sogno
di sorridere,
la gioia di vivere:
che queste grida
non vengano sottaciute,
ma vissute.

Novembre

Soffia gelido
il vento d’inverno
che ci coglie smarriti
aprendo le porte alla melanconia.

Con gli occhi sgranati
al tramonto
coltiviamo
intense speranze
di tenere magie.

Via da te

Colpevole di un bacio
mi ritrovai a sognare
occhi dentro occhi,
mani nelle mani
per fuggire senza fiato
nei prati di nuvole.

Ma poi
parole senz’amore
dietro a mezzi sorrisi
spensero tramonti e orizzonti.

Così andai via… da te.

Violenza

Hai un cuore di pietra
non sapevo
l’hai gettato nel mio
e sono morta dentro.

Avevi un viso d’angelo
non credevo
che avessi mani di piombo
su di me che ti imploravo.

Chi sei tu?
Sei andato via
dritto col tuo odio
io qui a girarti attorno per capirlo.

A te che eri il mio infinito
Grido basta!
E tu, cieco di rabbia
mi rubi la vita.