Archivio mensile: novembre 2016

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Occhiali scuri e da vista

Gentile ragazza
ho notato
da un po’ di tempo
a questa parte
che tieni
gli occhiali
ben saldi
sul naso;

li indossi
scuri
per velare
la realtà
li indossi
da vista
per guardarla
meglio.

Nel mar del desiderio

Arriverà
come un onda
in un cielo terso
l’amore  proibito…
e nella aria primordiale
riecheggeranno sospiri
di una vittima desiderata.

Mortale condanna
nella tessitura priva di colori.

Sarà passione e fuoco
che arde tra i rovi
ma in essa l’anima
incontrerà la vita.

Un viaggiatore senza tempo 3/3 (I più votati di Prosa e Poesia)

Credevo di essere in salvo.
Alla fine della corsia fui catapultato fuori. Luci abbaglianti impedivano di vedere.
Ed eccomi davanti alla seconda porta, quella di corno alla quale credevo di aver rinunciato.
Sulla porta un cartello.

-Lo hai scritto per me?
-No, non credo proprio.
-Eppure me lo sono sentito addosso.
-L’ho scritto ma non ti ho pensato.
-Ma tu mi ami?
-Senza di te non esisterei; forse per questo ti amo.
-Ma se io non esisto nei tuoi pensieri, come farai a scrivere per me?
-Non credo di scrivere per te, proprio per te, sei tu che dopo mi scegli.
-Dici?
-Penso. Alcuni ne amano svariati, altri pochi, altri per niente. Come lo spieghi se non attraverso una scelta?
-Empatica?
-Può darsi.
-Mai io mi sono riconosciuto o forse volevo credere che io fossi stato il tuo modello…
-Non indagare altro.

Avevo appena terminato di leggere le ultime sillabe che la porta si aprì.
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Concorso di Poesia dorsale alla biblioteca Lazzerini

prosa e poesia - libri parlantiRiceviamo e con piacere presentiamo ai nostri lettori:

La biblioteca Lazzerini ti invita a partecipare al suo primo Concorso di Poesia dorsale, per rendere speciale il suo 7° compleanno.

Libera la tua creatività e lasciati trasportare dall’immaginazione!
Un gesto semplice come quello di impilare i libri l’uno sull’altro, se unito a un pizzico di fantasia, può trasformarti in un vero poeta.

– Dal 10 novembre, vieni in Biblioteca e crea la tua poesia dorsale con i libri della Lazzerini!
– Scatta una foto ed inviacela entro il 19 novembre via messaggio privato
– Dal 20 novembre al 22 novembre vota la tua poesia dorsale preferita, cliccando “mi piace”, e coinvolgi i tuoi amici!

 

I primi 3 classificati verranno premiati giovedì 24 novembre alle 21, in occasione del compleanno della Lazzerini!

Partecipare è semplice: leggi il regolamento sul sito della Lazzerini
http://www.bibliotecalazzerini.prato.it/

e conosci i premi in palio, gentilmente concessi dal Teatro Metastasio.

bit.ly/Regolamento-LibriParlanti

Un viaggiatore senza tempo 2/3 (I più votati di Prosa e Poesia)

Un bel sentiero largo e sterrato abbellito da una serie di piante verdeggianti che sembravano piantate più che nate in modo spontaneo, quasi un giardino costruito ad arte. Gli alberi vi crescevano gli uni accanto agli altri e, incredibile a dirsi, varie specie erano lì senza distinzione né di clima, né di altitudine. Si contraddistinguevano per un particolare che non potetti non notare: erano tutte piante a ombrello, con tanti bei rami frondosi e ampi sotto i quali era possibile trovare riparo e ricovero. Il paesaggio mi aveva quasi affascinato e procedevo lentamente.
Un bel rivo gorgogliante scorreva con le sue acque limpide e non troppo profonde, ma animate da tanti movimenti a guizzo che mi fecero presumere la presenza di molti pesci.
Lungo le sue sponde trovai fermi a leggere o a riposare, vari sconosciuti che non mancarono di salutarmi festosamente.
Guardavo e mi piaceva.
Poi piano piano il paesaggio cominciò a mutare.
Ebbi la sensazione come di un cambio netto, come di vedere il rovescio della medaglia.
Lungo il percorso ancora una strada sterrata, ma mancavano le belle piante che avevano addobbato le rive verdeggianti del ruscello che mi pareva non scorresse più con la sua cadenzata cantilena. Subito più avanti vari gruppi di persone se ne stavano tristi e pensierosi e guardavano più in alto. E lì, non volevo quasi crederci, c’era un raggruppamento nutrito che rideva a crepapelle.
Il mio amico smemorato aveva visto quello che stavo vedendo anch’io? Aveva guardato il mio stesso film?
C’era del misterioso in questo mio percorso e soprattutto nel suo.
Poi alzai anch’io gli occhi verso l’alto perché l’immagine stava zumando verso la cima di un monte.
Era quella la montagna? Quel giovane non l’aveva immaginata o sognata, il suo flash all’infinito c’era davvero ed io la vidi in tutta la sua imponente maestosità.
E poi, stentai a crederci, ma lo vidi: il mio smemorato era lì, nel gruppo e rideva, rideva anche lui tenendosi la pancia.
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