Archivio mensile: settembre 2016

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Com’è fatta la Befana

Non c’è bimbo
che sa dirmi con esattezza
com’è fatta la Befana.

C’è chi dice è una vecchietta
tanto buona e poveretta,
con le scarpe sempre rotte
e le guance un po’ pienotte.

C’è chi dice,
ha il naso grosso a falchetto
sulla scopa vola spesso.

Indossa sempre stracci vecchi
e di anni ne ha parecchi.

Ed invece
c’è chi dice,
porta sulle spalle
grossi sacchi
che li passa tra i camini
sono pieni di dolcetti,
caramelle e biscottini.

Com’è fatta la Befana veramente?
Nessun bimbo lo sa esattamente
resta un immagine di fantasia
generata per magia

Ode alla luna

Tu,
faccia pallida
a disegno di bambino
a volte imbronciata
come da pensieri.

Tra i monti sali
Luna,
da dove sorge il sole
pronta al tuo lavoro
sul mondo
come una contadina al campo.

E ti abbandoni  placida
tra le braccia del cielo
nero,
che gode della tua luce di latte.

Luna
degli amori, quelli muti
delle vite, quelle assorte
dei cuori, quelli tristi.

E ti fermi,
immensa
e ci apri gli occhi.

Vale forse la pena d’esser uomini
Solo per poterti guardare.

“Un fiume di guai” – Estratto 3

(Il padre di Viola, la protagonista, racconta alla figlia chi era il proprietario del marina che la famiglia sta decidendo di rilevare)

Mio padre mi raccontò tutto ciò che sapeva su Attila.
Commerciante nato, intrallazzone, imbonitore, furfante o gentiluomo, secondo l’umore, con lui si potevano fare grandi affari o prendere enormi fregature. Capitava ogni tanto che uno dei clienti bidonati si presentasse al negozio strepitando. Attila metteva in piedi la solita sceneggiata: strabuzzava gli occhi incredulo, giurava e spergiurava di essere stato fregato a sua volta, quasi si strappava i capelli dalla disperazione. Poi invitava il cliente a pranzo, perché diceva «colla panza piena se rraggiona e se fa rraggionà mejo pure l’artri», lo ubriacava di parole, e all’uscita dal ristorante riportava il malcapitato in ufficio, rabbonito e pronto a un altro affare.

Attila era abilissimo anche nel recupero crediti. L’importante era incamerare la somma dovuta, sotto qualsiasi forma. Nel piazzale antistante il negozio esponeva auto, scooter, moto, e nel suo ufficio proponeva sottobanco orologi d’oro, tovaglie ricamate, falsi d’autore e abiti pseudo-firmati. Tutti pagamenti in natura ricevuti da clienti debitori.
Mio padre, che gli aveva fornito tappezzeria per anni, conosceva bene i suoi sistemi. Attila comprava tanto, ma bisognava sottostare alla sua mania di contrattare, barattare e intrattenere. Fra una pretesa di sconto, un rilancio sui quantitativi, una richiesta di dilazione di pagamento e l’immancabile offerta di merce di dubbia provenienza, era d’obbligo sorbirsi aneddoti, barzellette sconce, battute pungenti su tutto e tutti, rimbrotti a dipendenti fannulloni e, per finire, l’immancabile litigata al cardiopalma con la segretaria-amante di turno.

La donna secca con i capelli rossi che avevo visto cucinare al marina era stata la sua ultima convivente. Si chiamava Marisa. Trent’anni meno di lui, faccia da cavallo, occhi spenti. Attila si vantava di averla strappata al lavello di un lurido ristorante del porto di Bragagna e di averla trasformata in una signora. Rimasta incinta – come da copione – Marisa aveva sperato sino alla fine che lui la sposasse, ma l’unico contentino che Attila le aveva dato prima di morire era stato un misero due percento della società, che né lei né Gianluigi erano stati in grado di gestire.

Estratto da “Un fiume di guai” di Eleonora Scali

https://www.facebook.com/unfiumediguai

Coraggio, sei imbrigliato

Ti chiami coraggio,
sei imbrigliato
nella cultura
dell’indifferenza.

Non ti chiedo
temerarietà,
ma signorile
determinazione.

Agisci con controllata
audacia,
senza arrenderti
alle titubanze.

Sei virtù umana
opposta alla paura,
attendo il tuo
atteggiamento positivo.

Una girandola al vento

Nel riassunto d’ogni cerchio
di sole e pioggia,
d’ogni tepore che risorge e poi tramonta.

Gira la terra
in una girandola al vento
a sfidare il tempo nei secoli
in una veste di colori circondati dall’azzurro.

… tutto gira mentre la notte
rimane  in silenzio.