Archivio annuale: 2015

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Addio con un SMS

Come il vento
turbolento,
butti giù
l’impalcatura
d’amore
d’un tempo;
un sms d’addio
aiuta a velare
la tua personalità,
così non va;
nell’immenso
vuoto che lasci
ti pasci,
v’è una persona
sofferente
che non mente,
cerca d’esser
uomo…
mostra il tuo volto,
scoprirai
che l’onestà
significa dignità.

Perché Caino

Una volontà a dichiarare all’attivo pensiero definito, il comando sull’amore universale: sia l’odio ad imperare, sia la violenza a giudicare!
Queste crude parole dall’angelo di morte.
Al singolare di un dire giudizioso, la voce procede a ritroso, cavalca il tempo e siede al desco della pace, alla tavola riunisce i discepoli all’ultima cena del condannato.
Perché il dolore è condizione, perché il dolore è soluzione, perché la bellezza di un mondo imperfetto, ha pagato pegno, alla restituzione della pace e carità: il riscatto dal peccato!
Ed è sempre la voce che diffonde e determina i limiti nei confini dell’egoismo che non è amore, della paura che è padrona, della sorte che è iena assassina, nel Paradiso perduto senza confini e limiti: sulla terra dei vivi si compia il destino, libero arbitrio e libero dominio, ai superstiti la vittoria sul male!

Rita Vieni

Comunicazione “Lettere all’Autore”

Gentili amici di prosaepoesia.net, siamo prossimi alla scadenza del tema proposto per questo trimestre “Filastrocche e fiabe per grandi e piccini”. Pazienteremo ancora per accogliere eventuali ritardatari.

Tra Gennaio e Febbraio è prevista la pubblicazione dell’ebook.

Anticipiamo il nuovo tema:

Corti e con brivido

che raccoglierà racconti brevi di paura, compresi gialli, polizieschi e fantasy.

Cominciate a sbizzarirvi! Il tempo, si sa, vola!

Vi auguro un Nuovo Anno pieno di promesse e realizzazioni.

Salvina Pizzuoli

Forever

Perdersi e prendersi nei sogni di passioni
Intrecciando mani come nodi mai sciolti
Nella parola “Eternamente”
mentre le guance bruciano
e le labbra si incontrano.
ignara che al risveglio… non ti troverò

Il trasloco del tremila

Voi migranti
pellegrini del mondo,
avete sulle spalle
un giogo,
un greve sacco
di pietre
e speranze;
traslocate
verso mete sconosciute
con vostri simili,
che condividono
lo stesso
triste vivere;
agognate
d’esser chiamati
uomini,
che il deserto
del comune sentire
v’ascolti!