Archivio mensile: ottobre 2015

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Eclissi dell’umanità

Quando
la consapevolezza
hai di te
la tristezza
t’adombra;
non è un’ombra,
è l’eclissi
dell’umanità
che non sa.

Ti chiamano
mongoloide
tra l’ilarità
e l’indifferenza
delle genti;
sei Down,
hai solo un tesoro
racchiuso nel cuore:
si chiama amore.

Farfalla

Nel tuo lieve frullare
voli silenziosa
verso la volta infinita
per morire tra le rose.

…è un leggero pensiero d’amore
che al cuor duole.

Quel sospiro forte

Non t’avvedi,
quel sospiro forte
parla di te,
Vorresti estraniarti
dal mondo,
sfuggire all’angoscia,
dimenticare gli affanni,
non soggiacere all’altrui
potere, seguire
il tuo volere.

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Limpida (I più votati di Prosa e Poesia)

Aveva gli occhi chiari
sedeva accanto a me.
Non ho mai visto niente
di irraggiungibile Leggi tutto →

Le crisi, quella dei poveri e quella dei ricchi

La folla numerosissima era sotto il Palazzo del Governo. Le cronache avrebbero raccontato ai posteri che più di cento milioni di persone erano accorse per festeggiare la fine della crisi. Le persone erano arrivate da ogni parte dello Stato. Chi era arrivato a piedi, chi in auto o in treno. Altri ancora, in aereo o nave. Nessuno voleva mancare al grande giorno. La notizia si era sparsa pochi giorni prima, il Governo del Paese aveva finalmente comunicato che la crisi era finita e una nuova stagione di benessere stava per iniziare.
Nei mesi precedenti, tutti i giornalisti e le televisioni avevano raccontato delle crisi del passato. Avevano raccontato di uno stato dove un dittatore perfido dava solo un pugno di riso ad ogni suo cittadino, mentre lui viveva nell’agiatezza. Avevano parlato di molti stati dove i dittatori lasciavano morire di fame i cittadini, mentre loro acquistavano armi per fare la guerra. Avevano parlato di stati africani molto ricchi ma in mano a pochi perfidi tiranni. I professori universitari tenevano quasi tutti i giorni lezioni sulle crisi economiche del passato. Anche i social networks e i media indipendenti, ne avevano parlato lungamente. Fino all’anniversario del secondo anno di crisi, poi erano stati chiusi. I Governanti sostenevano che già troppe bocche da sfamare erano un bel peso, figurarsi troppe bocche, collegate ai rispettivi cervelli, che volevano parlare. Quindi, da ormai otto anni, solo i media governativi potevano parlare delle mille disgrazie e di molte scelte sbagliate, fatte dai governi precedenti, si capisce. Ma non avevano mai perso l’ottimismo, questa volta i  governanti avrebbero risolto il problema.
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