Archivio mensile: giugno 2015

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A te, modello di cultura

A te,
cui l’essere
umano
non è numero;
a te,
che investi
sul talento;
a te,
che fai ricerca;
a te,
che nutri
la speranza
dei giovani
con fatti
concreti;
a te,
modello di cultura
industriale,
vada la stima
della Nazione.

Giochi di parole e di colori 3/3

Dicono che il colore dell’emozione amore sia il rosso come la rabbia, ma guardandomi dentro, le poche volte che posso dire di essere stato innamorato, il mio colore è stato blu. Un blu forte e intenso, quasi notte. La prima lei che mi ha scatenato l’emozione blu mi era sembrata già alla prima occhiata bellissima, morbida e sensuale. Mi era scattato subito il meccanismo dell’incollo, nel senso dell’incolliamoci un po’, ma poi mentre mi avvicinavo a lei sentivo le membra irrigidirsi, i passi farsi pesanti e un gelo lieve farsi strada nel mio corpo.
-Facciamo una dormitina insieme?- La mia frase per rompere il ghiaccio che funzionava sempre, perché voglio essere chiaro con le parole e non voglio che si generino sospetti, non usciva fluida come le altre volte dalle mie labbra. E poi lei mi fulminò con lo sguardo e una scarica elettrica mi attraversò dagli occhi fino ai piedi e intanto tutto si colorava di blu: blu i suoi occhi, blu i capelli, blu il corpo flessuoso, blu anche io fuori e dentro.
-Troppo esplicito bello, torna quando avrai trovato…- trovato cosa? ma il mio cervello non registrava quello che le orecchie avevano confusamente captato tanto ero perso e annegato dentro il blu. Era evidente, glielo si leggeva chiaramente dentro quei suoi occhi, che non aveva apprezzato. Eppure per lei avevo provato un’emozione che non conoscevo e che lei non aveva saputo vedere, forse perché era blu e non rossa?
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Cappuccetto bis

Cappuccetto Rosso la conosciamo da tempo. L’episodio che vado a narrarvi, invece, è molto più recente, e riguarda Cappuccetto Rosa, sua bis-nipote.
Cappuccetto bussa educatamente. Una voce malferma le risponde “Avanti!” Spinge la porta ed entra. La casa è graziosa e ordinata. Persino civettuola, con quelle tendine alle finestre ed i quadretti di fiori secchi alle pareti. Un grande tappeto patchwork domina il salotto. Accanto al camino, la sedia a dondolo. La nonna è a letto, un po’ lamentosa: camicia da notte di flanella a fiorellini, liseuse a pois ed occhialini d’oro. Se non fosse così da sempre, ci sarebbe da morir dal ridere. Ma tant’è… dico “Ciao nonna” e mi avvicino sorridendo. “Come stai oggi?” le chiedo. Mi risponde assonnata, senza guardarmi:”Come vuoi che stia, cara, non meglio di ieri… i miei dolori alle ossa…”
“Lo credo, nonnina: altroché ossa, nessuno può sentirsi tanto in forma, dopo due ore di jogging mattutino…alla tua età ! Dovresti rallentare il ritmo…E che braccio gonfio che hai !”
“E’ per abbracciarti meglio… ” “Ma che dici ?! Scommetto invece che sei caduta di nuovo in motorino !” (Suo malgrado, la nonna annuisce, contrariata)
“…E che strani capelli hai…” “Sai, il mio nuovo parrucchiere ha sbagliato la permanente…”
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Un ponte di affetti

Per Natale
costruiremo
un ponte
di affetti
sperando
colleghi
i nostri cuori
in modo duraturo
ove l’armonia
sorretta dalla luce
dell’amore
guidi il cammino
al di sopra
degli egoismi
dell’umana gente.

Gioia (I più votati di Prosa e Poesia)

La gioia è dentro di noi
ogni tanto dovremo essere capaci di aprire la nostra finestra e…
Lasciarla uscire a prendere aria,
vedremo tutto il mondo migliore.