Archivio mensile: Maggio 2014

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Speciale Supermegaboy: il primo episodio!

Ep. 1: “La nascita di Supermegaboy”

Era un tranquillo pomeriggio di mezza primavera a Firenze City quando l’anonimo Facundo Mostarda, tuttofare al Florence City Telegraph, per riposarsi dalla dura mattinata lavorativa al giornale, andò a prendere un po’ di sole sul terrazzino dei suoi genitori in costume essenziale olimpionico e ciabatte da doccia, e si portò dietro un giornaletto e un teino al limone, e tutto procedeva per il verso giusto finché dalla finestra del piano di sopra si affacciò la Lia Rottazzi con in mano una pentola piena di una brodaglia ustionante e nauseabonda, e siccome non voleva intasare il lavabo di cucina con quell’avanzo di rigovernatura, decise di disfarsene gettandolo di sotto, ma quella sbobba bollente che sapeva di cozze, vermuth e scioglicalcare liquido andò a finire proprio sulla testa di Facundo che divenne amaranto, urlò dal dolore e Supermegaboy Episodio 1 Lia Rottazzipoi svenne, e la Rottazzi lo vide e sbuffò di farla finita con tutta quella pantomima ché al massimo s’era schizzato uno stinco e i giovani d’oggi sono dei gran rompicoglioni che non hanno voglia di fare un cazzo e sono sempre a lamentarsi e poi lei non aveva fatto niente di male e anzi aveva seguito le indicazioni igienico sanitarie del comune che si raccomandava di non buttare oli e intingoli bollenti negli scarichi per non distruggere le fognature e ustionare le chiappe alla fauna fluviale, e allora lo mandò a fanculo e chiuse la finestra, e Facundo rimase là senza sensi per un bel pezzo finché quella sera lo trovò la madre e siccome la pelle da amaranto era diventata granata disse al marito di prendere nell’armadietto del bagno un po’ di Foille, ma siccome Facundo non dava segni di vita e anche il battito al polso era un po’ lento, per ridestarlo decisero di fargli trangugiare un bicchierino di distillato all’anice da 90° comprato una ventina d’anni prima a Monte Oliveto Maggiore, ma non appena trangugiato Facundo sbarrò i bulbi oculari, Leggi tutto →

Amore sdrucito

Amore sdrucito
amore finito
di per sé,
perché mai iniziato.

Giunto al capolinea
per estinzione fisiologica
d’entrambi,
forieri d’aridi sentimenti.

Cosicché
la parola amore,
lisa dall’uso improprio
come un vecchio abito,
non comporta
alcuna sofferenza,
essendo vegetata nel limbo.

L’ultima foglia

Si distacca spinta dal vento,
mentre guarda il suo cielo

Lentamente cade,
nella terra bagnata d’ottobre
cercando riposo nel suo grembo.
come un ultimo bacio d’amore.

Un burbero baffuto

Un burbero baffuto
dal cuore tenero
fumava la pipa
e indossava il tabarro,
c’era intesa tra noi;
bastava
un silenzio di sguardi
per capire,
un semplice cenno
per agire,
ancor oggi mi manca,
vorrei strapparlo
ai miei sogni,
ero bambino.