Archivio mensile: Maggio 2014

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Il primo amore non si scorda mai

Vagavo senza meta lungo una strada larga e deserta. Non ero triste, ma neppure allegra. Sentivo soltanto un vuoto dentro a cui non sapevo dare una ragione e non riuscivo a capire da cosa fosse generato. Mi sentivo solamente priva di un qualcosa, ma non sapevo cosa. Benché la pioggia da poco avesse smesso di scontrarsi contro la mia testa, le sue gocce erano ancora sulla strada dando vita a piccole pozzanghere. Continuavo il mio cammino, tenendo il capo abbassato e guardando l’asfalto sotto i miei piedi, quando fui colpita dal riflesso generato da una delle tante chiazze d’acqua. In essa, infatti, c’era un arcobaleno che risplendeva e soffermandomi a guardarne i colori, rimasi scioccata nel guardare la mia immagine, non certo per presunzione, ma per il semplice fatto che vidi uscire dalle mie spalle una sola ala tutta bianca, una di quelle ali che hanno solo gli angeli .

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L’officina della notte

Sonno silente,
sei l’officina
artigianale
della notte,
trasmetti
tremebonde emozioni.

Presenti vieppiù
immagini
originali,
straordinarie,
fantastiche,
oniriche.

Con te
si sviluppano
concetti creativi,
il Divin Poeta
dormiente,
si fece scriba.

Per sapermi

Le tue mani artigiane e architette
delimitano e disegnano le mie linee limitrofi
tra il mio corpo e lo spazio tempo
le mie linee rette e curve

Stabili e lente
le tue mani
mi ricordano come sono

Sono bella nella tua tiepidezza

Le tue mani
l’inizio
fondo
stremità
il dilatarsi dei pori della mia pelle

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A pelo d’acqua

Increspature
a pelo d’acqua
– come ticchettii
d’inumana follia –
precipitano
nel greto del fiume,
al confine dei venti
che non fiatano.

Qui tutto si è smarrito.
Qui l’anima
più non invecchia
e tace.

Speciale Supermegaboy: il secondo episodio!

“Un incontro inatteso”

Era una tranquilla notte di mezza primavera a Firenze City quando Facundo Mostarda, in costume e vestaglietta, uscì trafelato dall’ospedale e si mise a trotterellare sulla carreggiata in direzione di piazza Dalmazia con le ciabatte da piscina ai piedi e un sorriso ebete stampigliato in faccia perché aveva appena deciso che sarebbe diventato un supereroe del bene, e tutti quelli che se lo trovavano di fronte dovevano sterzare all’ultimo secondo per non investirlo e dicevano tra sé “Guarda questo deficiente che cammina in mezzo alla strada di notte, ma che cazzo c’avrà da ridere?” e anche se le auto e gli scooter gli facevano gli sfrisini sgommando e inchiodando, Facundo continuava imperterrito a camminare sulla strada perso tra i suoi Supermegaboy episodio 2 - Trafficopensieri da supereroe, e rimuginava su ciò che l’aspettava, sulla lotta contro il male e i doveri morali nei confronti dell’umanità, sul fatto che avrebbe dovuto vegliare ogni notte sulla città, che non avrebbe più potuto poltrire davanti alla tv perché doveva lottare contro i supercattivi, insomma si doveva fare un gran mazzo, e allora il sorriso ebete si spense lasciando spazio a una smorfia idiota, però dopo Facundo pensò che essere un supereroe aveva anche degli aspetti positivi, tipo che qualcuna finalmente gliel’avrebbe data, perché nelle sue avventure avrebbe salvato la vita anche a un mucchio di ragazze, e con un po’ di fortuna in questo mucchio ci poteva capitare anche la nazionale femminile di pallavolo olandese, e a quel pensiero gli tornò il sorriso ebete, e poi Facundo pensò anche che forse avrebbe trovato il coraggio di rivolgere la parola alla sua Leggi tutto →