Archivio annuale: 2013

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Metempsicosis – A morte (02)

Certo, il suo delitto era stato un raptus, un momento di follia incontrollata e per un attimo tornò alla scena dell’omicidio di Marta. Alzò lo sguardo, vide la sedia elettrica e la mente scappò nel ricordo di ciò che indirettamente lo aveva portato lì.
Marta, una ragazza giovane e in preda al terrore, abbandonata dalla famiglia e incapace di liberarsi dal giogo della droga e del vizio. Tutti gli abusi e le dipendenze non sono un male che agisce da fuori ma è la voragine che si ha dentro e che tende a colmarsi in modo infantile e orgiastico: si è molto più gonfi che pieni nel drogarsi di tutto.
Marta era gonfia di tutto ma dentro di sé quella sera aveva deciso di riscattarsi in qualche modo. Non voleva un’orgia, un festino come avevano deciso. Voleva Jack, aveva deciso di provare a cambiare, di darsi una possibilità e forse quel viso da bravo ragazzo le aveva dato l’input per tentare di aprire una porta all’affetto e all’amore.
L’usura di Jack, il suo cammino così faticoso dentro sé e l’annichilimento causato da anni di sostanze stupefacenti aveva fatto sì che alla sensibilità si sostituisse l’ottundimento, l’offuscamento, la confusione, la lontananza dall’essere umano che comunque nel fondo era. Ma l’animale prevale quando, delusi dalla ricerca di un senso della vita, ci si abbandona alla sopravvivenza materiale.
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L’essenza dell’essere

Sei coscienza della personalità,
mi fornisci forza vitale,
ti collochi al più alto grado
di consapevolezza.

Mi sollevi
al di sopra della quotidianità,
offrendomi
un’ampia prospettiva, sei l’anima.

Fammi ricongiungere il soma
all’essenza dell’essere,
onde infondere serenità
a ciascuno in ogni dove.

Il Re di Maggio (10)

Qualcuno disse, “Beati gli ultimi, perché loro sarà il regno dei cieli”. Ma chi sono costoro? Forse non appartengono alla nostra specie, che si da tanto da fare per arrivare prima di tutti, a spintoni, in mezzo al mondo, che si svolge contorto, non si ferma per nessuno, mentre va. Mi sa tanto, che finisco la rossa e vado a nanna. Una domanda sciocca, perché quando sei sveglio ti capita di dire vado a dormire, mentre quando sogni non dici mai, ciao vado a svegliarmi? Probabilmente, a qualcuno è successo e si svegliato. Si può dire che gli ultimi hanno il vantaggio di poter seguire i segni che i primi hanno lasciato, facendone tesoro, trovare la giusta via sarà loro più facile. Alla fine tutti saranno salvati.
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Da Konya a Kayseri

Da Konya a Kayseri
si incontrano
distese di campi di grano
ormai mietuti.
Siamo al 12 di agosto.
Distese di terra
che appartengono
solo alla fantasia di noi
viaggiatori.
E qualche piccolo paesino
di case con quattro mura
che faticano a stare in piedi,
magari dove fare riposare
i nostri ricordi.

Amerigo Vespucci tra i visacci

Borgo degli Albizi porta il nome e conserva palazzi appartenuti a questa antica famiglia. Tra i tanti uno è conosciuto come “palazzo dei visacci” così soprannominato dal popolo fiorentino.
La lunga storia del palazzo annovera vari proprietari a partire da Rinaldo degli Albizi fino a Giovanni Altoviti; a Baccio Valori, esponente dell’Accademia del Disegno e bibliotecario della Laurenziana si devono, nel tardo Cinquecento, una serie di ampliamenti e rifacimenti con il probabile apporto di Giovanni Caccini cui si attribuiscono le quindici erme di “uomini scienziati”che ornano la facciata e alle quali si deve il nomignolo.

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