Archivio annuale: 2013

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Metempsicosis – Pausa (01)

PAUSA

…che Jack temeva con terrore sarebbe durata a lungo; di sicuro non avrebbe potuto sopportare quella condizione di claustrofobica e solitaria esistenza per un tempo di durata incerta.

Pausa, una pausa che non sapeva di provvisorio. Jack si sentiva come un topo con cui il gatto giocherella nella certezza di aver fatto sua la preda. Ogni azzannata di consapevolezza penetrava tra le costole del pensiero insidiando gli organi vitali della sua Fede, della sua speranza, del nord magnetico che punta alla salvezza.

La Fede: Jack conosceva quella sensazione che fa sentire guidato ma partecipe di un disegno, quella spiritualità che aveva sentito nei suoi percorsi parrocchiali dove la religione, seppur con le proprie ipocrisie graffianti, concedeva un canale all’espressione di ciò che è ontologicamente in noi e che governa l’istinto e poi i sensi di colpa generati da quella stessa dottrina che vorremmo definire Dio.

Lì l’allontanamento dalla Fede, la colpa, il peccato, il giudizio e con tutto ciò l’annientamento di sé e della propria personalità affiorava in quel momento, in quel corpo morto che, nel frattempo, le guardie carcerarie stavano trasportando all’obitorio del penitenziario in attesa di un parente o di un amico che volesse dare l’ultimo saluto.

Per Stewart questo non sarebbe stato possibile, nessuno aveva un pensiero per lui e, sebbene sia umanamente comprensibile l’abbandono di una belva, quel silenzio dell’obitorio pareva comunque piangere il volo di un essere umano solo.

Jack cominciava a impazzire; poi tornò il desiderio di calma, il tentativo di autocontrollo che in tutta questa esperienza lo aveva tenuto in sé, dicendosi continuamente che sarebbe finito tutto e che, qualunque fosse il significato di questa esperienza, sarebbe arrivato dove il suo sentire lo proiettava. E cominciò a pregare, niente di liturgico ma solo un parlare al proprio cuore di essere umano, immagine metaforica che (mai come in quel momento) contrastava con l’immobilità del muscolo vitale di Stewart, morto ormai da un’ora.

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L’immagine di te

Non offuscare l’immagine di te,
devi conquistare il concetto
della tua importanza,
la capacità d’agire,
la fiducia, il senso di sicurezza.

Indi, la possibilità di manifestare,
senza indugio,
un giudizio realistico;
devi passare attraverso il tuo corpo
con l’anima.

Guardati, anzi vediti
per riorganizzare
la tua personalità,
alla ricerca dell’autostima perduta,
del giusto equilibrio.

Il Re di Maggio (11)

Come vorrei, dimenticare, uscire, recuperare il mio abito e andarmene lontano. Cosa mi lega a tutto questo, il destino, forse l’ambiguità, o probabilmente l’inedia. Meglio finire la rossa, senza troppa fretta e poi via a casa, domani si vedrà. Però, sono uscito con la speranza o la sensazione che qualcosa mi aspettasse. Questa notte non è forse in grado di regalarmi almeno una speranza? Quello sì, sarebbe un bel regalo per finire la serata in modo splendido, è appena entrata Tabhoté, una bella donna, dalle lontane origini Africane. Non è nera né mulatta, ma si può dire che la sua pelle non sia bianca come la neve. Con nostalgia ricorda quel magico continente. Sembra soffrire, come molti che ci sono andati, di mal d’Africa. Con lei parlo volentieri è molto simpatica, conosce un sacco di vecchie storie e antiche tradizioni dai costumi ormai dimenticati.

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Secondo Platone

Cari politici,
voi sareste
l’”anima razionale”
della società
che,
secondo la convinzione
platonica,
deve sovraintendere
all’attività dell’uomo
e governare?
Scusate la mia contrarietà,
ma ritengo che
George Orwell
vi abbia fotografato meglio:
dei porci che,
a costo di comandare
camminano su due gambe
e grugniscono
frasi incomprensibili
ma ammalianti.

Come ti chiami?

Chi si porta addosso il fardello di un nome scomodo, sa bene di cosa parlo.
Ovviamente come tutte le convenzioni umane, un nome non è in assoluto un bagaglio difficile né in tutti i tempi né in tutti i luoghi perché risente della mentalità, delle mode, ma anche della storia e del luogo in cui vive il soggetto che lo porta e con esso si immedesima.

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