Archivio mensile: novembre 2013

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Il Re di Maggio (06)

Bene si, mia cara, alle volte la giostra non gira per il verso giusto. Quell’ebrezza, da capogiro può soddisfare un momento, mentre, il saper sapere è come un giro continuo, senza sosta. Non smettere mai di sognare, forse in quel mondo, troverai ciò che cerchi. Senza giudizi, per quel che sei o per tutte quelle cose che fai. In quella dimensione tutto è permesso, nessuna legge, alcuna regola, comandamenti, niente venditori di colpe o di peccati. Chissà, se qualcuno può arrivare a pensare di dover rendere conto a Dio, anche dei propri sogni, a quel punto, saremo tutti fregati. C’è una canzone di quella band, che racconta…

 

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Io non so scrivere poesie

Io non so scrivere poesie

Passeggeremo in campagna
ad osservare i declivi
illuminati all’imbrunire.

Saremo felici
e questi giorni
tristi
saranno lontani
come aquile
disperate
che cercano la morte.

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Agosto. Caldo soffocante. Vento di terra.
Ci spostiamo verso la punta nella speranza di un refolo. La camminata ci spossa, ma la punta è ormai vicina. Nella distanza è senza contorni e confini netti; è una stretta e lunga lingua di sabbia protesa a cuneo oltre la linea della costa, tra due seni di mare; terra e mare vi si mescolano e fondono in un  rapporto   di  forza,  tra  vuoti, pieni,  vortici  e  gorgoglii: l’ acqua  copre, scopre, trasporta, modella e cancella, la sabbia si sposta, rifrulla, riempie gli spazi, li ruba e li cede senza sosta e senza tempo che pare sospeso e quasi si ferma  tra lo sciabordare continuo e incessante.
-Aria, si, finalmente un po’ d’aria-sono le prime parole che riesco a proferire dopo la lunga camminata per arrivarci.
Sulla pelle riarsa dal sole e dal sale un po’ di refrigerio.
Ci sdraiamo spossati.
Non siamo soli: c’è un ombrellone accanto a noi, vuoto di presenze, ma pieno di oggetti.
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Metempsicosis – Fuori di me (01)

Jack Morton, 34 anni, solo, alcolizzato e perennemente incazzato con il mondo, viveva in una topaia ai piedi di un monte, una specie di casottino in legno, una stufa e tanto sporco.

Non era sempre stata così la sua vita. Aveva avuto soldi, donne e fama ma la bramosia insaziabile dei suoi istinti primordiali e l’assenza di una figura di riferimento (aggravata da un contesto permissivo e privo di ogni regola) lo avevano portato sulla strada dell’autodistruzione.
Il suo compito principale era di non disintegrare la propria residua personalità; l’alcool colmava i buchi della sua anima come la ghiaia sulle dissestate strade di campagna. Tutto vano. E il buco nero che aveva dentro lentamente smaterializzava ogni speranza di attingere alla sorgente della vita: le relazioni affettive.
Aveva fatto terra bruciata, dopo la morte della madre; ogni donna, ogni amico, ogni essere umano era funzionale solamente alla soddisfazione dell’insaziabile appetito di droghe, alcool e sesso promiscuo. Tutto si perdeva in una spirale di vento forte e corpi e materia deflagrati.
Il suo corpo si intratteneva in attesa della Morte che, implacabile, arrivò.

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Accarezza l’amore

Come all’Antartico
appari deserto di ghiaccio,
calotta di brividi
col tormento dei venti,
al fondo dell’umore.

Simile a pianeta
in continente freddo,
esterno al sole,
ti senti
bandito all’affetto.

Non v’è crudezza,
nel tuo mondo interiore
albergano emozioni,
credi in te stesso,
accarezza l’amore.