Paura e delirio a Nora – Atto secondo

Aprì gli occhi, si guardò attorno… Era viva! Si trovava in una piccola spiaggetta sotto la scogliera. Sopra di lei la collina della torre. Ma… c’erano dei fumi là vicino, proprio nella zona dove si trovavano le rovine… Si mise a riflettere e le venne in mente un dettaglio che prima le era sfuggito. Qualcosa non quadrava: mancava la torre!

Accidenti ma cosa era successo? Forse era davvero morta e quello era un brutto scherzo del destino. Oppure quel groviglio di correnti l’aveva sbalzata chissà dove. Il silenzio che la circondava era quasi inverosimile. Il cielo si era fatto più nero e le nubi apparivano come dei brutti auspici. Iniziava ad avere paura. Con gesti misurati ed un certo timore si mosse nella stradina che la riportava oltre l’istmo che univa i due lembi di terra. Il luogo era troppo simile e familiare perché potesse sbagliarsi. I fumi che aveva visto coprivano il cielo e sembravano aumentare e fondersi con le nuvole nere.

Le sembrò di sentire delle voci e si nascose dietro un cespuglio. Ad una  decina di metri passarono correndo due persone, dalle voci un uomo ed una donna, ma erano trafelati e parlavano un’altra lingua, che aveva già sentito da qualche parte. Non riuscì a decifrare bene le parole. I due sembravano terrorizzati e stavano scappando di sicuro. Da cosa? si chiedeva… Quasi non fece in tempo a vederli che sparirono dalla sua visuale. Ancora una volta si fermò a riflettere. Chi erano quegli strani individui con abiti visti solo nei vecchi film sulla vita torbida di Cleopatra?

Aspetta… Nostrum? Avevano detto nostrum? Era uno scherzo? Parlavano in latino? Adesso sì che era nei guai… All’improvviso si illuminò, ma certo… era un set cinematografico. Strano che non ne avesse sentito parlare in paese,  ma non poteva essere altrimenti. Si sollevò e, armata di uno strano coraggio, si inoltrò nel sentiero. Salì una piccola collinetta e si trovò un orribile paesaggio davanti. Le rovine non erano rovine, ma c’erano degli edifici più avanti. Erano quasi distrutti da quei fuochi. Di persone neanche l’ombra, solo delle tracce confuse. Quelle che non erano bruciate… Per essere un cast cinematografico era troppo realistico e soprattutto dov’era il regista? Ci doveva parlare urgentemente col regista… Gliene doveva dire quattro…

In lontananza vide degli uomini. Erano vestiti diversamente, portavano delle pelli ed erano molto corpulenti. Trascinavano via due ragazzi nudi legati con delle catene. A meno che non si trattasse di un film porno sadomaso, non poteva proprio trattarsi del set di un film. Cadde nel panico, doveva nascondersi. Uno degli uomini si girò da quella parte e vide qualcosa muoversi. Lei stette immobile dietro un grosso masso. Gli uomini mugugnarono qualcosa e sentì qualcuno avvicinarsi. Il cuore le batteva all’impazzata, era come se una mandria di buoi inferociti le corresse dentro.

I passi erano sempre più vicini e poteva vedere l’ombra di uno di quegli energumeni avvicinarsi. Per la seconda volta nella giornata un terrore di morte la avvolse completamente paralizzandola. L’uomo superò la roccia e la vide. Era grosso e sporco. I capelli lunghi, così come la folta barba rossa. Uno strano copricapo in metallo e l’espressione più crudele che avesse mai visto. Non riusciva a muoversi dal terrore, si accartocciò in se stessa come per difendersi. Sentì una mano che l’afferrava e svenne.

 

Paura e delirio a Nora – Atto secondo ultima modifica: 2013-07-09T09:00:11+00:00 da Barbara Picci

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