Orgoglio e radici

Vi fu un momento della storia in cui il mondo per un istante parlò Osco. A Porta Collina mancò la fortuna non il coraggio, non bastò il valore delle armi, l’orgoglio degli uomini, il fato decise per noi.
Piegati ma non domi, come la Legio Linteata i cui scudi dorati divennero leggenda. Espressione di un popolo che unico nella storia di Roma mai si sottomise. Anelò libertà ogniqualvolta se ne presentò l’occasione, Roma li vide ribelli, il mondo li vide eroi.
Mario li volle morti, il genocidio ne fu l’arma, ma anche così non si spezzarono le ali della libertà.
Quell’orgoglio, quel valore sopravvisse, e nuovi momenti della storia ne cantarono le gesta. Ribelli e Briganti li dissero, quando un re venuto da altrove diceva di portare libertà, li piegarono ma non li domarono, neanche la morte spezzo quell’orgoglio.
Di Lello, De Lellis, Giordano, Pace, Fuoco per alcuni Briganti per altri eroi, di certo Sanniti, piegati ma non domi.
Quando il Teutonico alleato divenne il comune nemico sangue e distruzione portò in questa terra, e mentre il discendente di quel re fuggiva a sud, in terra straniera, nell’Italia del nord silenziosi Sanniti memori di quella antica libertà non si  piegarono non furono domi.
Nel paese delle aquile, tra le nevi del Montenegro, sull’ Appennino  della Liguria, Enrico Raccio da Criscia, Mario Conte da Calvisi, Giuseppe Crocco da Faicchio e tanti altri dimenticati eroi, alzarono i loro scudi dorati e questa volta non mancò il coraggio, non mancò la fortuna e per un po’ nel marasma balcanico, nella terra dei Galli Senoni, tra le mille lingue del mondo in fiamme la libertà tornò a parlare Osco.

Alexander Louis Woking

Orgoglio e radici ultima modifica: 2015-01-09T08:30:59+00:00 da Alexander Louis Woking

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