Metempsicosis – La mia Vita

“Jack… Jack… Svegliati…”. Una soave voce lo svegliò. Jack vedeva in soggettiva senza percepire il proprio corpo.
Un immenso prato verde davanti, all’orizzonte un cielo violetto-rosa, con immensi pianeti pieni di crateri, immense lune di un pianeta strano e sconosciuto. Cominciò ad avanzare.
Una pace mai provata pervase il suo cuore, la sofferenza del distacco dal padre era un ricordo lontano; sentiva di essere dove doveva essere. La serenità, come sempre accade, dette modo a Jack di riordinare i pensieri.

(SILENZIO)

Sto pensando che forse tutto questo cammino a qualcosa è servito…
Come “STO PENSANDO”?!!
Che succede? Com’è possibile? Sento pace ma come si può?
Sono “IO” ora che mi muovo in questo prato verde, sono IO che ammiro questo paesaggio universale, sono IO, Jack!
Io non ho raccontato la storia di Jack, IO SONO JACK!
Ma come è possibile? A chi stavo raccontando? Parlavo con me stesso? Con qualcuno? Scrivevo? Leggevo? Inventavo? Sognavo? Forse sto sognando ancora, forse è tutto un sogno o forse è la mia Vita?
Tutto è avvolto in una sensazione piacevole, non ho timore di questa follia, è come se qualcuno mi proteggesse dallo shock.
Come un sistema di difesa naturale, endorfine in grande quantità, endorfine… Chissà dove sono e chissà cosa sono…
Se questa è stata la mia Vita, se io sono Jack, perché non ricordo niente adesso?
So che la mia vita è stata quella, so che ho percorso vari stadi di reincarnazione e pur non sapendo e non capendo più niente sono sereno.
Sono qui nel presente, sereno e a contatto con me stesso, non ho più paura.
Cosa succederà adesso? Ora che sono arrivato a “ME”, ora che ho trascorso tutte queste vite, che cosa mi aspetta?
Ho sempre vissuto tutto con il distacco del narratore, un io narrante di me stesso. Ho creduto di non appartenere alla storia, ho scisso la mia personalità per non affrontare il dolore, la sofferenza, la colpa, lo strazio.
Ora devo camminare sulle mie gambe, lasciarmi andare a ciò che sarà, voglio vivere sulla mia pelle la mia vita.
In realtà mi sento un po’ strano adesso, sento il mio corpo tornare a essere percepito. Ma è strano, non mi sento né gambe né braccia, sto strisciando!
Sto strisciando sul prato, mi sa tanto che sono diventato un baco. Ma sono “IO” che in prima persona posso vivere questa immensa avventura senza senso né fine, sono Jack allora?
No, non so più chi sono e quale vita o dimensione sto vivendo.
“Sono” e basta.
E voglio andare fino in fondo!

Metempsicosis – La mia Vita ultima modifica: 2014-04-01T08:38:05+00:00 da Michele Ermini

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