Metempsicosis – Il Baco

Cos’è questo buio improvviso? Dove mi trovo? Non sto più strisciando sull’erba, questo è fango! Sento un gran freddo, uno stillicidio di gocce d’acqua che rimbomba nell’aria, sembra di essere in una grotta.
E’ strano essere qui, ma soprattutto non ricordo da dove ho iniziato a raccontare la mia storia, prima di finire qui. La mia mente ha cancellato il passato eppure sono in un presente di senso. E’ una cosa incredibile.
Devo andare avanti, non ho scelta: così faceva Jack, così faccio io.
Che io sia Jack, che io sia qualunque altra cosa voglio andare fino in fondo a questa folle storia.
Improvvisamente sento un istinto irrefrenabile a sprofondare nel terreno fangoso. Cerco di controllarlo ma non ci riesco, mi trascina, che sta succedendo adesso?
Devo lasciarmi andare, non devo contrastare questa forza.
Sento un freddo umido, come se stessi scivolando. Mi sto aprendo il varco nella terra, più sprofondo e più mi sento quasi una cosa sola con ciò che mi circonda.
La coda non è più fuori, ora sono completamente sottoterra e continuo a scendere ininterrottamente.
La coda? Sono un baco! Un fottuto baco! Dove sto andando? Dove mi sta portando questa forza, questo concatenarsi di eventi?
Ma perché? Perché?
Sento la claustrofobia impossessarsi di me, sento che sto per impazzire… Devo stare calmo, devo riflettere.
Sto scavando nella terra, sono vivo. In un corpo animale ma vivo. Fino a questo momento ho raccontato la storia di un altro ed era la mia; o forse raccontavo la storia di un altro e ci sono entrato dentro. Anche perché se sono davvero Jack sono uno stupratore assassino. E se così fosse? Ma al di là di tutto ciò: ora dove sono? Dove devo andare? Cosa mi aspetta e come potrò affrontarlo?
Sto continuando a scavare. E’ sempre più freddo, mi sento solo, non so come prendere il controllo di me stesso. Certo, forse posso provare a controllare i movimenti invece di lasciarmi comandare. Proviamoci… Niente, tutto procede a modo suo e non controllo proprio niente.
Non so chi sono, non so dove sono, forse se cerco di ricordare qualcosa…
Mi vengono in mente solo i vissuti di Jack, non riesco a uscire dal filo di questa storia.
So di essere stato un essere umano, so cos’è un essere umano, so cos’è un baco. Quella che sto attraversando adesso è terra, quello che ho visto prima era un prato e, per quanto sconosciute, quelle nel panorama all’orizzonte erano lune di un pianeta.

Adesso comincio a sentire caldo: che sollievo! Irrora il mio corpo di fiducia eppure in base a ciò che posso conoscere non dovrebbe fare caldo sotto terra, a meno che…
A meno che non mi trovi vicino a un fiume di lava o, ancora peggio, che non mi stia avvicinando al nucleo infuocato di questo pianeta!
Sto aumentando la velocità. E’ una fastidiosa sensazione di impotenza, forse sto andando incontro alla morte del baco, di me e di Jack.
Ma sì… Che sia la fine, sono stanco e non ce la faccio più, mi arrendo. NON VOGLIO PIU’ CAPIRE.
Il caldo aumenta, sento la parte esterna del mio corpo lessarsi, sento di immergermi in una pentola bollente, un bagno caldo che si trasforma in fornace. Sto male, brucio! No, sto per morire…

Mi è tornata la vista, non sono più un baco, non sono niente. In fondo a questo buio vedo una porta. Aspetta, mi è familiare, dove l’ho vista? In quale luogo, in quale vita? Ma l’ho vista io?
Aspetta un momento… Oddio! Ma quella è la porta di casa di Marta!

Metempsicosis – Il Baco ultima modifica: 2014-04-08T08:39:35+00:00 da Michele Ermini

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