L’uomo uccide l’uomo

Ore 6 : adunata

Altro giorno sotto un cielo color grigio piombo
dove anche le nuvole lacrimavano libertà mancata
in un eco sordo e assillante
di frasi , parole e preghiere polacche
suppliziate e martoriate intorno ad un nulla

Il verde era cenere e fumo
paesaggio da oblio
racchiuso in metri e metri di filo spinato
che riusciva a raggiungerti l’ anima

Voci e lamenti
s’ intasavano in corridoi ingrigiti e corrosi
da una paura che colava da muri
privi di una speranza cancellata da un destino
che da tempo aveva già girato le spalle
ad un numero marchiato addosso
portato con tale peso
e abuso improprio

Mani e gambe
si raggomitolavano tra corpi caldi
in difesa di delicati visi e lineamenti
di bambini, madri e sofferenti anziani
in cerca di un velo di sicurezza e forza
tali da contrastare
tuonanti comandi e militari visioni
uccidendo un io

Mentre i treni
pronti per destinazioni ignote ma sapute
e senza ritorno
come un carico merci
ospitavano assiepati
un ultimo viaggio
verso quello che l’ uomo stesso
non ha voluto che un suo simile fosse :
libero.

L’uomo uccide l’uomo ultima modifica: 2012-09-28T09:00:33+00:00 da Giacomo Flussi Cattani

Comments are closed.

Post Navigation