L’isola

Un giorno avrai la luna fra le mani,
sporche di sangue e di lacrime amare
avrai le gambe che ti tremano alla voce
di chi sorride ma non vuole parole
ripenserai a ciò che eri per gli altri
se tutto è stato come lo volevi
non parlerai che alla tua ombra ferma
ma forse è un modo per ricominciare

E sono stanco di restare fermo
distratto da una luce non accesa
se ho visto stelle cadere per terra
ma altre continuare a volare
non voglio promesse da chi non sa sentire
e non mi chiede se ho bisogno o no
la rabbia che muove il mio sangue
si scioglie come sale in mare

Se vuoi sapere di chi ho conosciuto
di chi ho amato e poi è andato via
di chi mi ha stretto nella sua stanza
per chi ho sofferto di nostalgia
ma non mi importa di chi parla male
di chi mi guarda e vuole giudicare
di sguardi fatti di un silenzio falso
se ho visto occhi per cui sperare

Ma adesso il vento non mi porta via
se vuoi tenere forte i miei capelli
che cos’è che non mi fa finire
perché domani puoi ricominciare
Ora puoi parlarmi dell’isola perduta, della sua storia e di chi c’è stato
puoi parlarmi della tua tristezza e della voglia di andare avanti.

 

1995
Verso l’isola perduta

L’isola ultima modifica: 2013-06-05T09:32:52+00:00 da Fabio Leocata

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