La passeggiata di un folle poeta

Se ne andava
dove moriva il giorno
con il capo appena chino,
il tramonto sulle spalle
lasciando orme
sulla sabbia bagnata.

Passo lento e delicato
di chi non solo pensa
ma ascolta,
con molta attenzione
ogni fruscio, ogni piccolo rumore
per farla divenire parola.

Quella parola
che l’avrebbe dedicata
al mare quieto
lo stesso mare
di ieri
che si mescola
con il crepuscolo del cielo
lo stesso
di ieri.

Di quelle anime sparse nel cielo,
piccoli e grandi emisferi
ove tutti le vedono
ma che pochi sanno ascoltare.

Sfiora appena il sospetto
d’essere stato lui il prediletto.

Si ferma
con mezzo respiro
ad un passo dalla riva
raccoglie con mano
una conchiglia,
un sorriso e torna indietro.

La passeggiata di un folle poeta ultima modifica: 2017-02-20T08:49:44+00:00 da Giulia Gabbia

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