La cucina di Giulia

Contrariamente alla poeta, io sono molto concreta e l’unico termine che condivido con Lucia, per la cucina di Giulia,  è  funzionale , a cui aggiungerei essenziale, caratteristica che dà l’impronta a tutto l’ambiente.
Non una sbavatura, non un ninnolo, non un oggetto che non risponda pienamente alla funzione preposta: cucinare.
Corre lungo il perimetro di quattro pareti e occupa una buona porzione della parte centrale di una stanza luminosa e ampia; il bianco dei  muri riflette i colori degli arredi, bianchi e argento, e ne esalta il candore e la lucentezza.
Studiata e organizzata in base ad un ben preciso progetto, ha una composizione efficace, elegante e sobria: al frigo alto e massiccio segue un lungo piano d’appoggio ampio e leggermente curvilineo, sul quale si allineano contenitori di ogni tipo e grandezza,  impilati  e razionalmente disposti;  sopra di esso, lungo la parete, corre una rastrelliera gremita di ogni sorta di coltelli, forbici, cesoie, raschietti. Segue una colonna attrezzata: in alto uno scomparto chiuso, al centro il forno, col frontale pieno di luci, spie, indicatori di ogni tipo e dimensione; sotto, una fila ordinata di cassetti, da alti e profondi a bassi e profondi; accanto, una serie di colonne a scomparti chiusi. E ancora, ininterrottamente, lungo le pareti perimetrali,  un nuovo piano d’appoggio, stavolta più ampio e costellato di strumenti: mixer, impastatrice, vaporiera cui segue un grande, enorme lavello a tre vasche; e sotto e sopra, ancora nuovi scomparti.
Gli scomparti chiusi mi incuriosiscono; cosa nascondono o forse è meglio dire cosa custodiscono ? Lo scoprirò con il tempo.
Gli arredi e il piano di cottura sono separati da un corridoio della medesima larghezza lungo tutto il perimetro della stanza, la cui simmetricità viene sottolineata dal pavimento a piastrelle bianche e nere. Al centro della scacchiera il piano cottura,  stretto e lungo,  con una cappa aspirante che lo copre per intero; la struttura, sebbene massiccia e troneggiante, mantiene una propria eleganza e snellezza perchè è priva di fronzoli superflui mentre il grigio argenteo cangiante dei suoi elementi la rende luminosa e splendida .
La cappa è rifinita in alto da un lungo bordo  tubolare  dal quale pendono ogni tipo di mestoli, pentolame, palette, forchettoni, altri oggetti di fogge svariate e a me decisamente sconosciuti, dei quali ignoro i nomi e le funzioni. Non ci sono sedie nella cucina di Giulia, scrivo quindi queste note appollaiata su di uno sgabello, alto e stretto, con la seduta circolare, accettabilmente comoda e accogliente grazie anche ad una piccola spalliera imbottita.
Non è proprio il massimo, ma io e  il mio portatile ci adatteremo.
D’altronde non mi resta molto da fare per ingannare il tempo dell’attesa, quello che occorrerà alle tre cuciniere per realizzare faticosi manicaretti.

La cucina di Giulia ultima modifica: 2013-08-21T09:00:12+00:00 da Salvina Pizzuoli

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