IX. Departure

Veglia,
o eburneo strale,
sul mio corpo,
tu che sibilando
penetrasti queste carni
liberandomi da
tale gabbia infame;
tu che lieto
trafiggesti queste spoglie
che ora tacciono
solenni nell’oblio;
giunta è l’ora
della dipartita:
lascia dunque
che si levi alta
la mia essenza,
e che serena
si abbandoni
ad eterni e dolcissimi
silenzi.

IX. Departure ultima modifica: 2013-05-13T09:18:46+00:00 da Daniele Zappatore

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