Il Re di Maggio (16)

Uscendo riprendiamo il nostro abito. Salutiamo Ninà, passando avanti al guardiano che con un gesto ci saluta, come per dire, ci vediamo più tardi. Usciamo da dove siamo entrati. Mi sembra, che l’abito sia quello giusto per questa splendida serata. Fuori dall’Officina, il silenzio della notte ci sorprende, solo i nostri passi echeggiando ritmano l’incanto. La Luna è un enorme specchio senza colpe, rubando più di qualche sguardo malinconico.

Con la coscienza d’averla fatta grossa, senza possibilità di rimedio, rende la speranza ad ogni povero sognatore. Quanti sogni ha la Luna, sotto ogni nome, qualcuno la chiama, lei risponde ugualmente per tutti. La sua vita risplende in un riflesso ricordo. Laddove arrivano i sogni, tutto sembra più morbido, un nome in particolare suscitò la fantasia di quel povero poeta…

SELENA
DOLCE LUNA
DOLCE CARA META’
PERCHÉ’ FAI ANCORA
NEL SOGNO
CADERE L’AURORA
META’ DONNA
META’ LUNA
DALLA MASCHERA
D’ARGENTO
UNA LACRIMA
DIMORA IN TE
L’ETERNA TRISTEZZA
QUALCUNO TI VIDE SORRIDERE
SOLO PER UN ATTIMO D’AMORE
DOLCE LUNA
DOLCE META’
SPECCHIO D’UNO SPLENDORE
SILENZIO D’UN AMORE

Il Re di Maggio (16) ultima modifica: 2014-01-24T08:31:51+00:00 da Umberto Del Negro

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