Il Re di Maggio (04)

Sono arrivato al momento giusto, questa canzone è molto piacevole, la sento volentieri, sarà perché la Marzia mi sta simpatica, ma anche il testo ha secondo me qualcosa di strano, come dire, introspettivo. Finita, la canzone c’è un momento di pausa, così la band può riposarsi e bere qualcosa. Quando la musica tace, rimane lo spazio per esprimersi liberamente. Le voci si mescolano e il mormorio s’intensifica. Fra tutte, spicca quella di Jules e vedendo il capannello di gente che gli sta attorno, le deve sparare grosse come di solito sa fare lui. Sentiamo un po’ cosa racconta:
“Come se tutto ti girasse attorno, nel tuo piccolo mondo, mio caro, ti dirò, sei proprio nell’illusione più completa, possiedi una bella macchina dei vestiti firmati, sei arrivato e magari conosci tutta la commedia a memoria, ma la tua, quella la ricordi, forse il tuo pensiero è labile riavvolgibile dimenticabile alle volte sconosciuto. Senti amico, finché campi per quello, vivi poco, credimi, il mondo gira ugualmente, anche senza quelle belle scarpe che non ti portano da nessuna parte”.

Jules non sopporta le persone che si sentono, arrivate e gli girano subito i marroni quando ne becca una dentro all’officina. Lui è partito molte volte verso orizzonti sconosciuti, non raggiungendoli mai. L’uomo dai viaggi infiniti. Conosce tanta gente alquanto strana, tra questi sicuramente Cornelio e Giuliano sono i più singolari. Loro mi parlarono per la prima volta del Re di Maggio. Lo chiamano anche il viaggiatore, un personaggio mitico che però non ho mai visto. Si dice in giro, che riesca a viaggiare nei due mondi a suo piacimento. Vi confesso che tutta questa storia mi lascia un po’ perplesso. Non sono come loro, vivo tranquillo, mi alzo la mattina, vado a lavorare, non sono ricco, ma ho quello che mi serve. Per quanto riguarda filosofie o dottrine varie, penso che se Dio o chiunque altro, abbia qualcosa da dirmi, sa, dove trovarmi. Non mi nascondo e non ho grossi segreti. Mi trovo alle volte incredule, quando qualcuno mi viene a raccontare storie, del tipo Paradiso perduto, peccato originale…

—-

FRUTTA PROIBITA
ORDE DI SCIAMANI
APPESI ALL’ALBERO DELLA VITA
SUCCHIANO LA LINFA
DELLA FRUTTA PROIBITA
SI GIOCANO LA NOTTE
IN UNA DANZA INFINITA
CELANO UN MISTERO
REAME DEL VOLGO NERO
TRA BOSCHI E BRUGHIERE
PADRONI DI MILLE SENTIERI
RICHIAMANO LA MORTE
E TUTTI I SUOI MISTERI
COME BARDO DEI PENSIERI
E GUARDIANI DEI DOVERI
DA INCHIODARCI TUTTI I PRETI
SALVANDO L’ANIMA
DEI POVERI E DEI COSTRETTI

Il Re di Maggio (04) ultima modifica: 2013-11-01T08:31:37+00:00 da Umberto Del Negro

Comments are closed.

Post Navigation