Il fine settimana al lago 2/2

Sei al muro, il lago vi sta guardando e dice follie di voi.
Le braccia sono ai lati della tua testa e non vai da nessuna parte.
Sollevato l’elmo
Ciao
“Guardami negli occhi”
Lo fai con disinvoltura.
Hai imparato a tenere gli sguardi, impavida.
Li hai fissati dentro ai suoi che si sono fatti bui.
“Solo per oggi, poi non lo dirò più per tutto il resto dei miei giorni, io ti amo”
Tu taci.
Li guardi ancora , guardi i suoi occhi socchiudersi dentro alle note dei tuoi silenzi bollenti. Dei tuoi dinieghi di amore.
Tu non ami.
Punto e basta, volta sta pagina.
Ti bacia il collo e scende alla vena, si ferma lì con le labbra e tu sentì che pulsa.
Ora si ferma, ora si ferma, fermati per Dio
Si ferma.
“andiamo, ricomincia a piovere”
Si risale in auto e si arriva a casa.
Casa sua.
Bella… Tutta bianca e semplice. Con un enorme camino in pietra.
Accendilo, ti prego
“Vado a vedere se c’è legna”
Ti legge dentro.
Anche le urla che non emetti , anche i pianti che restano dentro.
Lui legge.
Come fa?
Il fuoco rosaceo diventa meno timido ad ogni istante che passa.
E si fa l’amore li davanti.
Così, senza chiedere nulla.
Lui dice il tuo nome più volte di un disco rotto e ti regala un mondo di piacere, con fare esperto di chi di donne ne ha mangiate.
Il suo e’ un incedere lento, pronto ad accogliere il tuo , ovunque sia diretto.
Ruvido viso sul tuo seno.
Aroma di lussurioso silenzio , misto a due occhi di vetro.
E quelle mani incrociate a destini infedeli e avversi. Due note stonate e pure perfette.
Curve di pericolosa follia.
Insana passione di non appartenenza.
Mentre paghi lo scotto di questi anni lontana dalla vita, rivedi immagini di una te lontana.
Oltre il suo viso, si interpongono luci di un passato lontano.
E mentre muori di lui, non ti accorgi che sta piangendo.
Ti prego no
“Scusa… Ho provato qualcosa di immenso… Non so come sia successo… Scusa”
Non devi scusarti.
Sei così bello da togliere il fiato.
E te lo riprendi, prendi tutto di lui, lacrime comprese, ti bagnano il petto e le senti calde.
Due corpi nudi senza difese.
Il fuoco ammicca.
Estasi pura.

“Inutile che scappi, due falcate e ti prendo… Vieni qui !”
Sotto la pioggia , il prato bagnato e noi facciamo le corse.
Domani mi viene la polmonite, me e la valigia fatta alla cazzo.
“Oggi però cucini tu”
E che palle… Va bene
Spaghetti alla carbonara.
Sto parlando del più e del meno, sono quasi normale, mi giro e lui dorme… Sul divano.
Come un bambino.
Crollato.
Ha un maglione azzurro aperto su una polo bianca, il braccio sotto la testa e l’altra mano composta sul fianco.
Mi avvicino facendo pianissimo, gli metto una coperta sulle gambe e lui si rannicchia in posizione fetale…
C’è posto anche per me.
Mi corico al suo fianco come un pezzo di un puzzle, mi incastro fra le sue curve ed il suo calore.
Ascolto il respiro regolare e piacevole sul mio naso, gli bacio le labbra una, due volte, e sanno di dolce.
Seguo la linea del suo zigomo alto, non ha una ruga…
Io sì, una infinità…
Un braccio esce dalla coperta e mi abbraccia attirandomi più vicina.
Ora siamo incollati.
“Dormi piccola”
Fine della storia
Dormi piccola.

Domenica mattina ha il sapore del ritorno.
“non andiamo a lavoro domani…”
Non ascolto, tanto torneremo eccome.
E poi tutte queste storie.
Era solo un week end al lago.
Mi ha restituita alla vita, al sesso, ora si torna punto e basta.
“Amore dimentica qui le tue scarpe preferite… Così torniamo il prossimo fine settimana, ok?”
Sì certo.
Le lascio da te, neanche morta. Nudo, gira per casa senza ritegno…
Ti vesti?
“Dai facciamo ancora l’amore…”
E ti fa venire voglia in cinque secondi  come se avessi ritrovato il pulsante dell’accensione.
E sei accesa per davvero.
“Sei contenta del sesso con me?”
Rido come una matta perché fa un sacco di smorfie e se non lo conoscessi penserei che è matto davvero.
“troppi complimenti… Non reggo, mi vesto!”
E si alza da letto e lo guardo di spalle. Un insieme di muscoli torniti e sonanti, di forme armoniose, di brividi immensi.
Si volta, sorride e infila i jeans con un fare distratto.
Non gli importa nulla di essere così perdutamente bello.
Il maglione si unisce al resto.
Dita nei capelli, ribelli e ondulati.
“Ti porto a casa?”
Lo seguo, smorta.
Sonnecchio tutto il tempo, lui canta a bassa voce e mi tocca le ginocchia.
“Amore? Siamo arrivati”
La mia auto mi guarda scocciata, sei già qui?
Quanto dura un week end sul lago?
Pochissimo
Il tempo di una pioggia sottile che ti batte in testa.
Dei vetri bagnati e del fuoco che scoppia.
Di due mani incrociate a dispetto di tutto.
“Ciao amore, si lo so nn devo chiedere quando ci vediamo vero?”
Rido e lo bacio.
Lo sto baciando ovunque.
E lo tengo stretto.
“Troppo ardore fa male ok?”
Sto morendo… Mi fa il verso…
“Ti chiamo”
Ci vediamo, grazie sei un amore.
“Non il tuo però”
Sorride e rientra in auto.
Musica a tutto volume e va.

Due minuti dopo guardo il cellulare riacceso dopo giorni.
Ed eccolo.
Lo ha scritto venerdì…
” Questo week end sul lago voglio sia speciale. Non ci sarò più da lunedì. Ho provato a farti mia, ma tu non vuoi essere di nessuno. Non posso stare con una donna che non vuole amare. Che non vuole provare. Sono felice che tu abbia scelto me per riaprirti alla vita. Ora però fallo davvero perché altrimenti non sono servito a nulla. Ti amo”
Tonfo sordo al cuore.
E tanto di cappello a te uomo onesto e forte.
Che avevi previsto tutto, hai vissuto, hai sorriso fino in fondo.
Mi hai fatto il verso…
Dio, sei perfetto
Grazie per essere stato con me.
Sorridendo riprendo la mia auto e vado verso casa.

Il fine settimana al lago 2/2 ultima modifica: 2016-02-23T08:41:35+00:00 da Ivana Grisanti

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