Giochi di parole e di colori 3/3

Dicono che il colore dell’emozione amore sia il rosso come la rabbia, ma guardandomi dentro, le poche volte che posso dire di essere stato innamorato, il mio colore è stato blu. Un blu forte e intenso, quasi notte. La prima lei che mi ha scatenato l’emozione blu mi era sembrata già alla prima occhiata bellissima, morbida e sensuale. Mi era scattato subito il meccanismo dell’incollo, nel senso dell’incolliamoci un po’, ma poi mentre mi avvicinavo a lei sentivo le membra irrigidirsi, i passi farsi pesanti e un gelo lieve farsi strada nel mio corpo.
-Facciamo una dormitina insieme?- La mia frase per rompere il ghiaccio che funzionava sempre, perché voglio essere chiaro con le parole e non voglio che si generino sospetti, non usciva fluida come le altre volte dalle mie labbra. E poi lei mi fulminò con lo sguardo e una scarica elettrica mi attraversò dagli occhi fino ai piedi e intanto tutto si colorava di blu: blu i suoi occhi, blu i capelli, blu il corpo flessuoso, blu anche io fuori e dentro.
-Troppo esplicito bello, torna quando avrai trovato…- trovato cosa? ma il mio cervello non registrava quello che le orecchie avevano confusamente captato tanto ero perso e annegato dentro il blu. Era evidente, glielo si leggeva chiaramente dentro quei suoi occhi, che non aveva apprezzato. Eppure per lei avevo provato un’emozione che non conoscevo e che lei non aveva saputo vedere, forse perché era blu e non rossa?
Avevo capito che se le emozioni non sono del colore giusto, rischi di stare male. Ma le uniche donne blu della mia vita sono blu ancora; c’è un errore o le emozioni non sono per ciascuno di noi sempre e solo del medesimo colore? Per esserne certo  potrei chiedere -e tu di che colore sei ora? – e appuntarlo nel calepino della memoria.

A guardare ho imparato molto, ma ho anche capito che spesso non basta. Bisogna capire dove vanno a finire, nel senso che ci vorrebbe un archivio dove inventariare tutte le “cose” che abbiamo guardato affacciati alla finestra degli occhi e i colori delle emozioni che abbiamo visto con gli occhi di dentro, ma secondo me ancora non basta: è sufficiente un ordine alfabetico per sistemarle e ritrovarle quando ci servono, come le parole dentro un dizionario? Meglio catalogarle e archiviarle per tematiche? Oppure occorrerebbe inventariarle in base a come ci hanno coinvolto? E se fossimo stati distratti, ricorderemmo fino a qual punto ci hanno scalfito, sfiorato o cambiato? Sono arrivato alla conclusione che se siamo come siamo è tutta colpa della nostra Segretaria, una bizzarrona disordinata, non si sa mai come archivia e i fascicoli sono spesso senza etichetta; mentre cerchi una cosa, ecco che inaspettatamente ne salta fuori un’altra che non sapevi quasi esistesse, te ne eri proprio dimenticato!  E invece eccola lì, fresca fresca, come appena acquistata al mercato e con un’emozione più nuova da trasmettere.
Dentro siamo un fascio di emozioni, ma ciascuno le colora a suo modo o ne preferisce alcune; anche gli altri umani sono pieni di colori e sfumature che potremmo guardare per venirne a conoscenza o magari scambiarcele o copiare quelle che ci sono più piaciute per i colori amabili ma anche divertenti o gentili o spiritosi…Ma sarà con la Segreteria che dovremo fare i conti e non sempre sarà facile e non sempre torneranno.

Giochi di parole e di colori 3/3 ultima modifica: 2015-06-22T08:42:08+00:00 da Salvina Pizzuoli

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