Esodato, perché?

Vivi nel limbo,
pensi e non lavori,
mediti e scrivi
parole graffianti
sul diario della vita.

Ti chiamano esodato,
ti senti angosciato,
umiliato,
nel fronteggiar di petto
la cruda realtà.

Le parole affrante
che pronunzi
ad ogni piè sospinto,
i pensieri appesi all’umore,
cinturano il tuo ego.

Dal travaglio esistenziale
dell’occupazione smarrita,
l’amara società
ha forgiato un nome
che non t’appartiene.

Ti senti schiavo incatenato
nel terzo millennio,
ammutolito dagli egoismi,
esodato per costrizione:
grida la tua dignità!

Esodato, perché? ultima modifica: 2013-12-09T09:00:21+00:00 da Sergio Camellini

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