Da “Il mostro dei Carpazi”

Entrarono nel cimitero camminando fianco a fianco. I loro passi erano leggeri e quasi impercettibili nel tardo pomeriggio primaverile. Si sedettero su una piccola collina, dove si poteva ammirare il tramonto sulla valle, che riempiva di riflessi dorati i tetti delle case medievali. Dopo un silenzio assorto, lei lo guardò con i suoi profondi occhi neri e disse: “Perché proprio io ? So che tutte le ragazze di Sighisoara ti vorrebbero… cosa vedi di tanto bello in me ?”.

Sorridendole, le rispose:”Cosa vedo di bello in te ? Guarda questo tramonto, e avrai la risposta. Ogni volta che osserviamo un tramonto, nonostante il sole cali ogni giorno, per quanto è meraviglioso, ci sembra sempre la prima volta. Ci emoziona ogni volta… e così mi accade quando ti guardo: non c’è essere più bello di te, anzi, se tu sei bella, nessun’altra lo è… ora che ho visto te, ogni altra ragazza è come un disegno da bambini, in confronto a quell’opera d’arte che tu sei”.

Non appena finì di parlare, si baciarono per la prima volta, mentre spuntava la prima stella della notte, proprio sopra la torre del campanile. Si baciarono, mentre un alito di vento spargeva i petali di ciliegio intorno a loro, su di loro, sui capelli color ebano di lei.

 

Da “Il mostro dei Carpazi” ultima modifica: 2013-01-07T09:00:51+00:00 da Francesco Cimini

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