Bianco

la bocca tua apri e d’improvviso
nel buio tuo giunge un umido accento
di caldo me stesso, nel godimento
fiume disegna di bello il tuo viso.

La lingua si mostra, tuona e travolta
muta l’istante con fermo momento
muovendosi poi con forza più alta
preso da fuori quel mutuo consenso
concede piacer del cielo la volta

Son perle e rugiada, fuoco e sudore
scendon ai lati e sciolgon in fondo
sentieri di seta che son già calore

Di nuovo m’afferri, che sto ritornando
con pieno sì dolce che tutto m’avanza
amante distinta che scelto m’hai vinto
e accogli dal basso dell’uomo l’assenza
comprendi me intero, da poca appendice
distilli da effimer la sola potenza

Or occhi soffusi, di manto felice
colore di nebbia dipinta di sguardo
che penetra meglio, di quanto si dice
trascinan di molto quell’ultimo azzardo

E senza smontar quell’intimo forte
richiusa parola per fatto difetto
sparisce nel dentro quell’umido affetto
che mossa volgare, ha messo da parte.

Bianco ultima modifica: 2013-06-19T09:06:02+00:00 da Luciano Zella

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