Archivio per Autore: Rosita Ghidini

Trucco perverso (I più votati di Prosa e Poesia)

Mani di velluto
Cuore di cristallo
Occhi persi
Che non mi cercano
Mi hai lasciato andare
Senza avermi avuto
Sei il mio dolore dentro
Sei le mie lacrime
Sei quel trucco perverso
Finto da sembrare vero
Avrei tanto voluto
Dormirti sul cuore
Ma sei già la mattina
Di un giorno vecchio
Ed io la colomba inutile
Di un mago cattivo

Timidi soli (I più votati di Prosa e Poesia)

Lasciami alla mia vita
ora che viene Inverno
e cerco di scaldarmi il cuore.

Lasciami alla mia vita
fatta di sere vuote e chiacchiere sole,
non voglio accumulare ricordi
non voglio dettagli a innamorarmi.

Lasciami alla mia vita
ora che non è più triste l’ abbandono
E se mai ti rivedrò non avrò lacrime
Ma foglie caduche.

Lasciami alla mia vita
al mio giorno amato senza amore
al mio tempo sola
a difendermi dalla tua malata abitudine.

Lasciami alla mia vita
di  vento e di calma di piume e di pietre:
ho ancora mille ruscelli,
ho i miei timidi soli e infiniti abbracci.

Trucco perverso

Mani di velluto
Cuore di cristallo
Occhi persi
Che non mi cercano
Mi hai lasciato andare
Senza avermi avuto
Sei il mio dolore dentro
Sei le mie lacrime
Sei quel trucco perverso
Finto da sembrare vero
Avrei tanto voluto
Dormirti sul cuore
Ma sei già la mattina
Di un giorno vecchio
Ed io la colomba inutile
Di un mago cattivo

Timidi soli

Lasciami alla mia vita
ora che viene Inverno
e cerco di scaldarmi il cuore.

Lasciami alla mia vita
fatta di sere vuote e chiacchiere sole,
non voglio accumulare ricordi
non voglio dettagli a innamorarmi.

Lasciami alla mia vita
ora che non è più triste l’ abbandono
E se mai ti rivedrò non avrò lacrime
Ma foglie caduche.

Lasciami alla mia vita
al mio giorno amato senza amore
al mio tempo sola
a difendermi dalla tua malata abitudine.

Lasciami alla mia vita
di  vento e di calma di piume e di pietre:
ho ancora mille ruscelli,
ho i miei timidi soli e infiniti abbracci.

A Caterina

Sei tutta la vita
Che ho tenuto forte
In una notte d’Inverno

Sei tutti i giorni
Nati già adulti
Di me e di te davanti al dolore

Sei grande come il tempo che ci ha divisi
Senza mai separarci
Hai le sue mani e i suoi occhi dolci

Sei il fiore del Maggio più nostalgico
La sua continua promessa d’amore
L’unico sogno della sua breve vita

Nessun giorno o momento o luogo
Ho dimenticato.
E poi ci sei tu,
Il suo più regalo al mondo.

Certi silenzi

Certi silenzi parlano male
come bocche larghe e blasfeme
inghiottono pensieri in una fossa comune.

Certi silenzi fanno un rumore di bomba
spaccano i muri e il cuore
aprono voragini.

Sono ignoranti come sputi  a terra
come girarsi dopo l’amore
come andarsene senza salutare.

Certi silenzi sono inutili come la rabbia
gravano come pietre
s’alzano come bolle
e cadono,
per sciogliersi in poche lacrime.

Violenza

Hai un cuore di pietra
non sapevo
l’hai gettato nel mio
e sono morta dentro.

Avevi un viso d’angelo
non credevo
che avessi mani di piombo
su di me che ti imploravo.

Chi sei tu?
Sei andato via
dritto col tuo odio
io qui a girarti attorno per capirlo.

A te che eri il mio infinito
Grido basta!
E tu, cieco di rabbia
mi rubi la vita.

Senza rimedio

Tu sei,
così come sei
senza rimedio.

Tu sei tu,
con te o no
senza rimedio.

Son forse pazza?
di sicuro una fata,
senza magia
dea cacciatrice
di inutili voli.

Io sono,
così come sono
tua,
senza rimedio.

Omaggio ad una lettera d’amore

Sprofondo in un buco
scivolo da un muretto
cado da un albero.
È difficile mantenere l’equilibrio
quando mi capita l’amore,
mi sbuccio le ginocchia
o mi rovino il cuore.

Divento una foglia al vento
un sasso che cade nel vuoto.
Nemmeno mi ricordo di quando è successo
ho molti dubbi sul come.

So che stavo lì tra te e me
in un giorno di aria fine.

Ti sembra normale?
È forse scontato per te
un fuoco che  brucia tutto
senza distinzione?
Ti sembra naturale
una guerra cosmica di pensieri?
Litigano forte,
si rompono a brandelli,
son tutti miei figli
eppure s’odiano.

E tristemente mi mando al macero la vita
guardando la tua faccia
e poi da un’altra parte
ma è sempre lei che vedo.

Io lo so che tu non sei il mio bene,
ma non mangio e non dormo
e se non mangio ti penso
e se non dormo ti sogno.

Giro la mia faccia verso lo specchio:
dovrei truccarmi gli occhi
e invece mi trucco il cuore.

Eclisse

Io e te,
due luci grandi che unite fanno buio
ti coprirò di me
che poi verrà notte
E poi di nuovo giorno.

Solo ti abbraccerò
e mi appoggerò su te
tra la  luce e il mondo buio
fatto per gli amanti.

E insieme danzeremo
nella notte di giorno
degli amori
finiti in fretta.

Poi torneremo
alla nostra  vita sul mondo
nell’attesa magica e silente
di un nuovo incontro.