Archivio per Autore: Rosetta Savelli

“Silueta” di José Luis Castillejos (I più votati di Prosa e Poesia)

Ho stretto nella mia memoria la tua silhouette,
il profumo del tuo corpo,
la morbidezza dei tuoi capelli,
la tenerezza del tuo sguardo
quando, te lo giuro amore,
ho incastrato le tue dita con le mie.

E sto sperando e sto aspettando
una risposta alle mie preoccupazioni
sul tuo modo di amare,
così intenso di passione e di erotismo..

TI ho salvato da un amore dimenticato
e tu che cosa fai per aiutare me
a superare il passato,
i tempi andati, dimenticati.

Una notte, lo ho scoperto immediatamente
e tu lo hai completamente memorizzato,
dicendo che i tuoi baci avvolgono
nella follia d’amore,
come in un lampo,
una follia
capace di raccogliere la tua pelle e la mia pelle
e che necessita di noi ad alta voce
per stupire e sorprendere, nonostante un millimetro
di distanza.

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Che se fosse notte fonda (I più votati di Prosa e Poesia)

Che se fosse notte fonda
si potrebbe trovare la via
per uscire
da un mondo in agonia.

Che se fosse notte fonda
si potrebbe andare
a cercare
qualche sonorità
in mezzo
a rumori
privi di silenziosità.

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L’abbraccio dell’arcobaleno (2/2)

A volte sono anche il colore degli occhi che quando sono azzurri sono bellissimi. Sono il colore della nostra nazionale di calcio, che questo anno ha vinto il Mondiale. Sono il primo, il più bello, il più guardato ed il più ammirato». Anche il colore azzurro avrebbe voluto dire quante cose in più era e faceva, ma gli altri colori glielo impedirono. Era più forte di loro, così arrabbiati avevano già ascoltato anche troppo. E di nuovo fumi, dispetti, rancori e parapiglia.
Ne approfittò, questa volta, il colore viola per dire la sua: «Eh no io e solo io sono il colore più bello perché sono il colore della primavera. Io sono il colore della violetta che quando sboccia grida a tutti che l’inverno è finito e che la primavera sta arrivando. Sembro un colore scuro ed imbronciato, invece sono un colore allegro e giocoso.
Talmente giocoso che sono anche il colore dell’uva, che gioia mette a chi la pesta prima e a chi la beve dopo. A teatro si dice che io sia un colore di “malaugurio”, ma solo perché la gente che fa teatro è vanitosa molto e molto più di me. Io sono a metà fra il rosso e l’azzurro. Io e solo posso essere e sono il colore più bello».
Irritati, molto irritati gli altri colori saltarono su tutti insieme.
Ed un’altra volta ancora non si capiva più nulla.
Con la voce da duro, lui era sempre stato un tenero, prese la parola il colore indaco e forte gridò: «Zitti tutti. Io non so perché, ma l’unica cosa che so, è che il più bello fra tutti i colori sono io.»
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Fragolina birichina

Vuoi giocare con me
fragolina birichina,
fragolina tenerina,

Vuoi giocare con me
fragolina rosellina,
fragolina gustosina.

Vuoi giocare con me
fragolina ballerina,
fragolina farfallina.

Io scendo giù
e ti faccio cù-cù.

Tu sali su
e mi dici: no no.

Ma vinco io il gioco,
apro la bocca
e faccio ahm ahm .

E tu che corri giù
e sali su,
tutto d’un tratto
non ci sei più.

L’abbraccio dell’arcobaleno (1/2)

Era guerra, guerra forte, guerra dura fra i colori. Tutti volevano vincere e nessuno voleva perdere. Più che una guerra vera e propria, fatta di armi, bombe e cacciatorpedinieri era una guerra più subdola e più nascosta, fatta di rivalità, di invidie e di gelosie. Era una guerra di competizione, di disarmonia, di totale disaccordo perché ciascun colore voleva essere il primo, il più bello, il più utile, il più di tutto e di tutti. I colori che sono un po’ come i bambini vanno tutti d’accordo, ma fanno prima a litigare anziché a collaborare.
Ciascuno ha cognizione di sé, se si impone sull’altro perché è più forte, più bravo oppure più bello. E quando le parole e le liti non bastano più, allora giù botte. È vero, è proprio così anche per i colori.
Saltò su il colore rosso, acceso più che mai: «Sono io il più bello. Io sono il colore del cuore e se voglio dire amore, dono una rosa del mio stesso colore.
Di colore rosso è la fiaba più antica e più bella, raccontata mille e mille volte ancora dentro ad un cappuccetto.
Di colore rosso è la ciliegia, così come il papavero e la mezza luna o luna intera del cocomero. Io di rosso coloro l’estate.
Rosso è il colore del Sole, al tramonto di sera, così che bel tempo si spera.
Rossa è la venatura del fuoco che accende, riscalda, canta e danza con grande vigore,.
Rosse sono le labbra della mamma che non si stancano mai di darti un bacio e poi un altro bacio ancora. Io solo io, il rosso, sono il colore più bello».
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La bota italica

150 años ha cumplido La Bota Itálica,
desde cuando en verde, blanco y rojo ha sido pintada.
La bota que Garibaldi calzó
a Teano
en el memorable momento,
sello puesto en su historia.
Preciado tesoro de una nación
difícilmente apretadas, rotas, rasgadas
que después se rencontraron
solidarias
en una espaciosa bota,
bajo el Tricolor renovado.
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Si usted es una mujer le dirán que siempre carece de algo

Si usted es una mujer le dirán que siempre carece de algo.
Le dirán que carece de legitimidad.
Le dirán que carece de la fuerza, competencia y responsabilidad.
Le dirán que carece de la credibilidad y la autoridad.
Le dirán que le falta un padre, si usted no tiene.
Le dirán que le falta un niño, si es que alguna vez sólo el padre.
Le dirán que le falta un marido, sobre todo si ya tiene un hijo.
Le dirán que carece de un amante, sobre todo si ya tiene un marido.
Le dirán que carece de seriedad, si usted está demasiado disponible.
Le dirán que carece de disponibilidad, si es demasiado seria.
Le dirán que carece de una guía en la vida, o que carece de alguienque
le enseñe a dirigir por lo que finalmente la vida le guiará a usted.
Le dirán que le falta el cerebro, si usted tiene belleza.
Le dirán que no tiene belleza, si sólo tiene el cerebro.
Le dirán que se pierde la belleza de la edad y la experiencia,
porque cuando se han logrado, usted ha llegado a la edad.
Le dirán que le falta juventud en la vejez.
Pero no se preocupe, le voy a decir que se le pasa la edad en su
juventud.
Le dirán que le falta el talento, el arte y la gracia.
Pero tenga la seguridad, si los tiene
le dirán que le falta la racionalidad, la determinación y agudeza.
Le dirán que le falta la lengua, la cultura y el color de la piel.
Si usted es blanco, le dirán que es demasiado blanco.
Si es negro, le dirán que es demasiado negro.
Si usted es un creyente, le dirán que usted es demasiado creyente.
Si usted es un creyente, te dirán que te falta el rescate,
porque ya es causa perdida.
Si usted es una mujer le dirán que siempre carece de algo.
Pero ten por seguro: esto es sólo algo que te falta,
que es tu fuerza
única, irresistible y la regeneración
de ser una mujer.

de ROSETTA SAVELLI
3er lugar en el concurso “Querida Paz te escribo …”
Amnistía para el año 2009
Traduccion  de MARINA CENTENO Yucatan – Mexico
Marina Centeno – Miércoles 6 de junio 2012 a las 5 pm (hora de méxico) en Radio Ecológica del Mayab,dentro del Programa ECO-POESÍA que conduce la Poeta Marina Centeno y el declamador Miguel Angel Encalada Molina.Invitada: Poeta Progreseña: NILDE PALMA.Lectura del Poema “SE SEI DONNA TI DIRANNO CHE TI MANCA”de la Poeta Italiana Rosetta Savelli.

Gli occhi di ciascuno di noi

Se cerchi
la pazzia
che è
in ciascuno
di noi
non devi cercarla
nella mente,
perché non
è lì
che abita.

E non
devi cercarla
neppure
nei moti
del cuore,
fra mille passioni
lì non
la troveresti.

Se proprio
vuoi trovarla
devi cercarla
negli occhi
di ciascuno
di noi.

Sono loro
gli unici
specchi
della nostra
anima.

Così capaci
di custodire
sia segretamente
che apertamente
i nostri drammi,
i nostri misteri,
le nostre meraviglie

poesia tratta da: ” Le Magie che mi soffiano lontano”
di Rosetta Savelli

La luce del sole (M. A. Vaz da Silva Augusto)

Sei tu che illumini per primo la mia camera,
come un bacio sulla guancia irrompi all’aurora.
Scruti i miei desideri e non riesco ad immaginare
di trovare pace per le mie sofferenze di un tempo.
Lentamente tutto ciò si dovrebbe affievolire ..sono solo;
con la stessa amarezza che in me permane.
Ma se tornasse domani, non mi dispiacerebbe.
Spontaneamente desidero il suo ritorno … ritorna!
In fretta se ne nasconde la bellezza prorompente,
nella luce che cala e che scompare.
Questo sole che al tramonto è già svanito
e apre le porte alla notte oscura e profonda.
Rimane solo la speranza che domani ritorni,
e che venga nuovamente a svegliarmi teneramente
così che la nascita di un nuovo sole, succeda ancora.

M. A. Vaz da Silva Augusto
06.10.2013
(Copyright riservato)

Traduzione in Lingua Italiana di Rosetta Savelli

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Ambaradan di riflessi gialli d’oro

Ambaradan
di suoni, di colori
e di emozioni,
prima confuse
e poi anche esaurite,
confluite in un vulcano
di esplosioni
che sfociano
nel mare,
in quel di Trieste,
nel mese di ottobre,
sotto le undici lune.

Ambaradan
di suoni, di colori
e di emozioni,
per ridare
gioia e sapore,
concentrati
in un unico colore
che come l’oro splende,
perchè di oro
riluce e risplende.

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