Archivio per Autore: Rosa Riggio

Mare (I più votati di Prosa e Poesia)

Mare, che non sai del disincanto
vento, che bruci il risvolto delle cose
l’altro lato del mondo.

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Dopo l’attesa (I più votati di Prosa e Poesia)

Dopo l’attesa, cosa resta?

L’orizzonte alle spalle, l’infinito da una parte,
corrosa la voce del passato, finisce così?

porte chiuse, passi veloci
perduta ogni cosa, senza la grazia
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Dall’esilio in qua (I più votati di Prosa e Poesia)

Dall’esilio in qua
nel ventre esteso del mondo si ferma
ed è un punto di luce che aggredisce
e torna ancora inesauribile
perfezione del tutto

(insisto, pur nella perdita
perenne, ma come orfana lontananza
che inchioda, lento sparire
dell’io)

ecco, dovendo trarne le conseguenze
direi che s’accumula il poco che avanza
le cose che sono
in cammino nel mondo
binari divelti ignari perfetti
segretamente
oltre l’abbandono

 

 

Ancora una volta (I più votati di Prosa e Poesia)

Ancora una volta
in preghiera contro le tue
mani chiuse. Nessuna carezza
in questo volto in esilio
nessuna pace, né clemenza
per le mie involontarie vite
in assenza di te. E’ un’orfica
erranza, una prece, voce di secoli
per difetto d’amore
si decompone.  Se del tuo corpo
niente rimane allora sia strame
il tempo che resta.

È di pietra il silenzio (I più votati di Prosa e Poesia)

È di pietra il silenzio
una bianca distesa
senza punti né virgole
superata la soglia
si chiude alle spalle
una parentesi muta.

E’ di pietra il silenzio

E’ di pietra il silenzio
una bianca distesa
senza punti né virgole
superata la soglia
si chiude alle spalle
una parentesi muta.

Mare

Mare, che non sai del disincanto
vento, che bruci il risvolto delle cose
l’altro lato del mondo.

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Dopo l’attesa

Dopo l’attesa, cosa resta?

L’orizzonte alle spalle, l’infinito da una parte,
corrosa la voce del passato, finisce così?

porte chiuse, passi veloci
perduta ogni cosa, senza la grazia
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Una provvisoria fine

Una provvisoria fine
dietro i nostri incauti sguardi,
una muta preghiera.

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Strana finzione

strana finzione o
– insostenibile perdita – ?

sono qui e non accedo al tuo sguardo
solo uno è bastato
per infrangermi intera
in fuga tra luoghi impossibili
in cerca di un volo
è un attimo
pur di non sentire
la sintassi perfetta di te
come tutto si lega nel fermo
tremare.