Archivio per Autore: Ivana Grisanti

Il fine settimana al lago 2/2

Sei al muro, il lago vi sta guardando e dice follie di voi.
Le braccia sono ai lati della tua testa e non vai da nessuna parte.
Sollevato l’elmo
Ciao
“Guardami negli occhi”
Lo fai con disinvoltura.
Hai imparato a tenere gli sguardi, impavida.
Li hai fissati dentro ai suoi che si sono fatti bui.
“Solo per oggi, poi non lo dirò più per tutto il resto dei miei giorni, io ti amo”
Tu taci.
Li guardi ancora , guardi i suoi occhi socchiudersi dentro alle note dei tuoi silenzi bollenti. Dei tuoi dinieghi di amore.
Tu non ami.
Punto e basta, volta sta pagina.
Ti bacia il collo e scende alla vena, si ferma lì con le labbra e tu sentì che pulsa.
Ora si ferma, ora si ferma, fermati per Dio
Si ferma.
“andiamo, ricomincia a piovere”
Si risale in auto e si arriva a casa.
Casa sua.
Bella… Tutta bianca e semplice. Con un enorme camino in pietra.
Accendilo, ti prego
“Vado a vedere se c’è legna”
Ti legge dentro.
Anche le urla che non emetti , anche i pianti che restano dentro.
Lui legge.
Come fa?
Il fuoco rosaceo diventa meno timido ad ogni istante che passa.
E si fa l’amore li davanti.
Così, senza chiedere nulla.
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Il fine settimana al lago 1/2

Pioveva .
Venerdì pomeriggio, il primo fine settimana libero da anni e pioveva.
Di una fine pioggerella di marzo.
Quella che ti prende per il culo: tu decidi di mettere in valigia roba leggera? E allora piove …
Un maglioncino di cotone bianco, nuovo di pacca che lo vuoi inaugurare con lui, il jeans sottile a zampa, che col tacco starà  divinamente bene
Allora di sicuro piove.
Non la prendo la giacca pesante, ma davvero vuoi che piova anche al lago?
E poi la sottoveste rosa pesca… Assaporata e scelta con cura.
Quindi piove.
Una cospirazione assoluta e totale.
Chiudi questa cazzo di valigia. O la rifai cento volte.
Va beh , acchiappa un ombrello e basta. Al volo.
In ritardo supersonico.
Quindi traffico.. Per forza piove e tutti sembrano combattere con l’acqua alta a Venezia.
Che palle…
Poi arrivi al parcheggio e lo vedi: jeans sdruciti e vecchi come lui, occhiali da sole super fighi … Eppure piove
Eppure è bello , ti toglie il fiato.
Maglietta bianca, maniche lunghe tirate su che lasciano vedere il tatuaggio sul polso.
Un verso celtico di forza e beltà.
Dio, sei bello in un modo pazzesco.
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L’amore proibito

Sfioro le lacrime calde
Su quel tuo viso imberbe…
E sento mani ormai stanche,
Prendere piano le mie.
Stille imprigionate
nel lago dietro agli occhi tuoi
Dorati e giovani di chi dice addio…
Non tace l’amore illecito
Su quelle labbra tremule
Come il ricordo proibito
Di un giaciglio scomposto
Lascia io vada altrove
Blocca il tuo cuore ora.
Prendi il respiro
Trattienilo dentro
Vado…
Devo…

Ciò che l’uomo non può…

L’universo continuerà a muoversi
Intorno alle vite, contornandole di essenza.
Possiamo aiutarlo colorando le azioni di buono
Aggiungendo i profumi in natura
Possedendo risorse primarie… Rispettando le linee del mondo
Venerando i venti e le nevi
Non cambiando il corso alle cose…

Un grande amore finito

Capita che mi sorprendo a pensarti…
Non è un vero e proprio pensiero finito, è piuttosto una intermittenza emozionale…
Ti accendi e ti spegni come la rabbia e l’amore, come l’onda che arriva e si ritira.
Ti prendi i pensieri e depredi ogni cosa nel mezzo del tuo arrivare. Tanto poi lasci macerie a riordinare e il cuore a ricostruire.
Non badi ai danni, tu te ne freghi, ti presenti alla mente , impavido e altero, tanto poi esci dando seguito ad un accenno di noia.
Sappi che ora è diverso da prima.
Ora mi rialzo e cammino da sola.
Mi piace pensare che sia merito mio, se anziché un pensiero continuo, tu sia davvero
un’intermittenza emozionale…
E nel mezzo di luce e buio, so respirare.

Ora so

Ho compreso che un luogo non c’è
Nel marasma del suono di idee che rimescola il sale con l’acqua…
Nel sole la luna, nell’odio l’amore…
Nel dolore di un mare di sangue… Ferite scoperte…
O di gesta agitate…
Non v’è luogo assolato dove soffri un’arsura molesta…
Non un’alba grigiastra senza il rosa sul retro….
Non c’è…
Non cercarti affannato in un luogo così
Non esisti.

Aiutami

Nel buio penetri un silenzio oscuro..
A cui sfuggir volevo un tempo
Ma tu apri le tende e rischiari un poco..
Un raggio solleva lucciole di aria che posano piano parole sui muri….
Così escono lenti e feroci, dolore e rabbia da questa bocca…
Ed apri una porta…. Cigola piano a dire che son libera….
Raccogli i miei veleni potenti, che non si diffondano in giro…
Poi mi abbracci calda e solida, sento le mani battermi sulla schiena…
Prendi il mio viso e ne sollevi il profilo che torni ad essere fiero e forte…
Di dolore non morirai amore mio..
Dal dolore si impara.