Archivio per Autore: Hebe Muñoz

Comunque io sia

Mi faccio focolaio
e tempo infinito dove
scorrono ore e stagioni
e carezzecotone
vellutate d’amarsi

Mi faccio attesa
alle rive dei secondi dove
l’orologio ha perso le lancette

ed il profumo del caffè

sveglia il giorno nuovo
a baci sospesi che
hanno solo bisogno di te

Mi faccio salmastro
a piccole gocce

di pianto gioioso
di sudore a pori
di acque intime

Bevi

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Il viaggio sei tu

Eccomi qui
m’hai trovata con la valigia pronta
stavo andando da nessuna parte

Dentro ci sta soltanto
il mio cuore smeraldo

lo conosci
quello che balla mambo

tutti gli altri oggetti
di vita
li ho persi in guerra

ora sono leggera
mi é rimasto il sorriso

Non sono cambiata di molto
dall’ultima volta che mi hai vista

sai
nel tuo sogno bambino

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Soluzioni

E se poi la melanconia
si infilerà tra le ossa
come il freddo
io attenderò
il tuo cuore caldo
che scioglie
tutte le paure

Quando il vento
soffierà sui miei occhi
e farà di essi
due laghi salati
attenderò per
i tuoi polpastrelli fazzoletto
che li asciugheranno

All’arrivo del dolore
quello della vita
nascosto sotto gli angoli
piegato
aspetterò le tue labbra bacio
medicina

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Mi vedo mi bevi

Acque limpide
dove mi vedo
spogliata d’autunno
e gialla e verde e
riposo dei colori
quieta tra i tuoi rami
sfiorata di brezza e
alba con i suoi tramonti

piena di te

perché da dentro
sprofondo e salto
nell’azzurro
aggrappata a
i tuoi capelli
con mani di edera

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Alza i miei capelli

Disegni futuri
a parole
ad attimi
con il sapore del sempre
leccato dalle dita

Sprofondi nel mio azzurro
e te ne fai una notte
e anche mille ed un’altra ancora
mentre io mi coloro di versi
così mi puoi anche rimare

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Le mie scatole colorate

Con paziente dedizione apro una ad una le mie scatole colorate
dove tengo i ricordi che ho di te

Lì ho
per esempio
il gesto delle tue mani tremanti quando per la prima volta mi hai toccata
il battito scatenato del tuo cuore ansioso di me
l’umidità delle tue labbra
il suono del tuo balbettare solo per il fatto di avermi vicina
la sorpresa dei tuoi occhi quando ti disse di si

Infine
sai
ho tutte quelle cose li
insignificanti per il mondo
ma io le porto con me
sia che trasloco di posto
di paese
di sentimento
sia che rimango ferma
o che sono a mille anni di distanza

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Il tuo nome bacia la mia bocca

Il tuo nome bacia la mia bocca
vibra ed svolazza
si prende il suo tempo
perché per danzare sulle mie labbra
non esistono gli eccessi

Soave
a bassa voce
il tuo cuore conversa con il mio
e li fa la seconda voce

L’eco di prove senza fine
di sogni
di memorie
ci accompagnano
perché non ha senso un’altra cosa
come il dubbio
o i lucchetti dell’anima
o pensare che c’è bisogno di mettere a posto la stanza
o di imbiancare le pareti
o di aspettare che smetta di piovere

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Le mie scarpe

Cosa ci fanno le mie scarpe dalla tua parte de letto?
quel lato docile dell’oscuritá del profilo della notte

Sono venuti a cercarti
ed insieme a loro
i miei passi

I miei passi stanchi
i miei passi zingari
i miei passi accelerati
ansiosi

Arrivano fino alla tua riva
e si fermano

Eccomi
sono qui
in piedi
confusa e meravigliata
con gli occhi aperti
spalancati
come un ultimo tremore
vertigini di possibilitá

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La mia pelle

Passa il vento
Il sole
La tua mano
Invisibile

Niente di meglio che essere vestita di pelle
Anche sotto i vestiti

Al  tatto
attenta
Di contatto
Assetata
disposta a traspirare

Vulnerabile al passo lento del tuo sguardo
intensa
Ubriacata di vita e di desiderio
addosso

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Trapezista

Nel vuoto
appoggiata sul tuo torso nudo
mi dondolo con il mio corpo

Mi giro
(e dopo dell’aria)
soltanto la tua mano mi sostiene
mentre con la mia tocco la tua pienezza che trabocca

Sfioro il tuo spazio
e mi ricevi
reggendomi saldamente
con le fasce dei tuoi baci intorno alle mie caviglie

Sospesa davanti al pericolo
con la mia testa all’imbasso
indifesa
trasfondo l’intimità
tu
ci sei
ed io
mi fido