Archivio per Autore: Floriana Porta

Tre haiku

1
Fragili spine,
pronte ad aspettarmi
oltre lo spazio.

2
Metamorfosi,
da bruco a farfalla.
Ali cosmiche.

3
Ninfe marine.
Il fluire del tempo
dentro le onde.

Una memoria del passato

Sabbie e cromie formano colonne
di una materica bellezza
rutilante di colori.

Una memoria del passato,
sempre diversa eppure
sempre uguale a se stessa.

Verso un fine e una fine
a cui non si può sfuggire
e di cui ho perso ogni traccia.

Qui, nel profondo

Viaggi e luoghi avanzano,
scavalcano destini
ai vertici del mondo,
sempre sulla stessa strada.

Qualsiasi loro percorso
ha radici nella materia incandescente.

Ne scorgo i riflessi,
i vasti orizzonti.
Proprio qui, nel profondo
impenetrabile delle terre del cielo.

Nell’oltrepassare la soglia,
verso sinuose aperture cosmiche
che abitano il cuore dell’uomo.

Mare capovolto

Mosaici di solitudini
scompariranno
nei palmi della penombra.

Verso il buio.

Nelle onde ormai cieche
dei miraggi.

Fino a un mare capovolto
in cui svanire.

Il motore del nulla

Isomorfiche visioni
stellari e marine, emergono
– in me e fuori di me –
allo stato nascente,
ancora una volta.

Meccanismi e ingranaggi
del motore del Nulla.

Echi d’amore

Qui e là
echi d’amore,
sottovoce.

Là, sul confine
di stagioni immacolate
sazie di neve.

In fragili essenze
che si sfogliano
come petali
in sfacelo.

Emorragie
d’un cuore ferito.

A pelo d’acqua

Increspature
a pelo d’acqua
– come ticchettii
d’inumana follia –
precipitano
nel greto del fiume,
al confine dei venti
che non fiatano.

Qui tutto si è smarrito.
Qui l’anima
più non invecchia
e tace.

Quando mi parli

Quando mi parli
scivolo nella notte che vive in me,
su una fune tesa, punto d’incontro
di solitudini senza spiegazione
e di fili senza ordine.

Un fremito,
aderente al tuo profumo,
accarezza e sfiora il cielo
più di una volta.

Lo nasconde nel cavo della mano
per poi lasciarlo andare.

A pieno respiro

I frammenti visivi
delle cose perdute
si sono dissolti, sottovento,
in un unico fiato.

A pieno respiro.
Ne esploro i margini,
dove il tempo dormiente
imbianca il tuo nulla,
si fa luce
e ci guarda.