Archivio per Autore: Emanuela Zanna

Aurora 8/8

Aurora era confusa, non capiva assolutamente più nulla, volse il suo sguardo verso Mike ma vedendo il suo viso contratto dal dolore provò una tale pena da avvicinare la poltroncina al letto e stringergli forte la mano e chiamò l’infermiera: ora Mike aveva bisogno di calmanti per il dolore non di parlare .

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Aurora 7/8

Le ultime notizie e il colloquio con Tata avevano rasserenato Aurora, e dopo una doccia tonificante si preparò a raggiungere alcuni allevamenti per procedere alle inseminazioni artificiali su mucche e pecore. Non amava quel tipo di lavoro, le sembrava di fare una violenza alla natura, ma purtroppo il mercato voleva questo e gli allevatori non avevano dubbi sui risultati.
Aveva già raggiunto quattro allevamenti, quando nonostante gli appuntamenti della giornata fossero molti di più sentì la necessità di tornare a casa, aveva un rododendro improvviso che non la lasciava in pace un attimo.

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Aurora 6/8

Inaspettatamente Charlie si alzò da tavola, con cura appoggiò sia la tazza che il panino, si avvicinò a Kimi e la prese tra le braccia:”No, voi partirete, sappiamo tutti che non ci sono certezze nell’intervento, il solo fatto certo è che se non tenti Len morirà, quindi glielo devi e lo devi a te stessa. Avere paura è normale, soffrire per paura no. Ci andrai e se me lo permetti verrò con te, non posso né voglio lasciarti sola.”Kimi gli rese l’abbraccio con tutta la forza che aveva, e strofinandosi il viso sul collo della camicia di Charlie si asciugò le lacrime, cercò di sorridere e fece un cenno di assenso con la testa: sarebbero partiti insieme per l’oltre oceano e quasi certamente per la vita.

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Aurora 5/8

L’unica soluzione, anche se pericolosa, era un intervento chirurgico, possibile solo in un Ospedale a Baltimora, dove il titolare del reparto di neurochirurgia pediatrica aveva già effettuato una emisferectomia con esito positivo, cioè con la rimozione della parte malata del cervello, ma la distanza non era l’unico problema, i costi erano veramente esorbitanti e la copertura sanitaria era praticamente esaurita per le visite e le medicine.

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Aurora 4/8

Non intervenne, lo lasciò fare, aveva imparato ad aspettare i tempi degli altri per parlare, non voleva essere invadente, il mattino successivo avrebbe potuto aiutarlo.
Era appena l’alba quando si alzò e dopo una doccia rigenerante indossò un paio di pantaloncini e una maglietta di cotone. Indugiò un attimo davanti allo specchio, si raccolse i capelli sulla nuca, e constatò con piacere che nonostante i suoi cinquant’anni non era particolarmente sciupata, che il tempo con lei era stato magnanimo: qualche piccola ruga intorno agli occhi verdi, una miriade di lentiggini su zigomi e naso, una cascata di capelli in origine castani, ma ora a ciocche biondo cenere per nascondere qualche antipatico intruso bianco,un fisico asciutto le conferivano un aspetto molto più giovane di quanto la carta d’identità dichiarasse.

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Aurora 3/8

Aurora aveva solo dieci anni, e mentre lui parlava, tenendola sulle ginocchia seduto su un grande sasso in riva al ruscello, sentendo quelle parole scoppiò in un pianto disperato.

“ Non devi piangere, angelo mio, forse per te è difficile capire ora, ma ricordati che l’amore è l’unico vero collante , e visto che io ti adoro, che per me sei il solo essere al mondo che io ami, anche quando non sarò più qui, fisicamente al tuo fianco, tu mi sentirai, sempre, come se non me ne fossi mai andato. Non avrei voluto lasciarti in collegio ma non mi hanno dato il permesso di prenderti con me, salvo le brevi vacanze, ma ti assicuro che non ti lascerò mai, e vedrai che quando sarai più grande, quando sarai cresciuta, mi saprai riconoscere e sentire.”

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Aurora 2/8

Si sedette, giurò sulla Bibbia di dire solo la verità e attese le domande dell’avvocato che l’aveva citata.
-Sì, gli animali erano in grave stato di denutrizione…
-Sì, gli animali era malati….
-Sì gli animali erano impossibilitati ad uscire….
-Sì la casa era in condizioni orribili…. Ma………

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Aurora 1/8

Dedicato al grande uomo che mi ha
sempre sorretto, spronato e che ha
con me condiviso ogni attimo di vita
vera, grazie amore mio, e dedicato a
te piccola e grande Evelyn, essenza
della mia vita. Grazie ad entrambi
di esistere.
Con amore eterno Lela

Era un tardo pomeriggio di fine estate ed Aurora si stava rilassando sulla sdraia all’ombra del grande salice, davanti a casa godendo della leggera brezza che ogni tanto si alzava e che alleviava il grande caldo di quella lunga giornata di agosto.
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