Archivio per Autore: Alessandro Pagani

Chi occiola?

Buonasera giorno
principe di gesta
roulette capricciosa
un po’ croce un po’ testa

Ciao sera
commiato di speranze
rifugio per le menti
balletto senza danze

Buongiorno notte
regina dei dispersi
musa silenziosa
di chi declama versi

Addio ieri
t’ho vissuto indenne
resti per il poeta
immagine perenne

Arrivederci amici
di tutto siete parte
il prezioso jolly
d’ogni mazzo di carte

Rimane nell’aria
di vita una scia…
anche una lumaca
ha fatto poesia.


Lettori e scrittori

All tu morrow party

E ci saranno tutti
alla festa domani
i pazzi i savi i furbi
i malati e i sani
e ci sarete tutti
domani alla festa
chi con la faccia allegra
chi con la faccia mesta
col sorriso stampato
o col cuore a pezzi
coi fiori nelle tasche
e con gli occhi mezzi
coi denti rifatti
o coi fatti ridenti
e ci saranno tutti
vincitori e perdenti
con un regalo nel passo
e con un passo regale
e ci sarete tutti
nel bene e nel male
con sguardi curiosi
e curiosi sguardi
e ci saranno tutti
chi presto chi tardi
con mani distratte
e strette di mani
e ci sarete tutti
alla festa domani
tutti proprio tutti
domani alla festa
coi domatori in cima…
e tu col capo in testa.


Lettori e scrittori

Presentazione: Alessandro Pagani – “Perché non cento?”

Poesia in movimento: “Perché non cento”? è il primo libro di Alessandro Pagani, edito da Alter Ego / Augh di Viterbo ed uscito il 31 Marzo 2016. Un libro che gioca con il caleidoscopico mondo delle parole tra combinazioni e scambi di lettere, calembours, rime, sonetti, anagrammi ed assonanze fonetiche, in un puzzle originale composto da 99 poesie atipiche che sorprendono. Risultato di una ricerca libera che punta ad un nuovo modo di scrivere nella reinterpretazione del linguaggio per combinare originalità, estro e sperimentazione: frutto di un’arte highbrow o lowbrow? In realtà niente di tutto questo, la poesia di Pagani è uno schietto e istintivo inno alla vita e alle sue infinite sfaccettature, contenente vena umoristica, gusto genuino per la parodia, svolte imprevedibili delle emozioni, in un susseguirsi di celebrazioni ritmiche ed intuizioni iperboliche, come nella poesia  “Ah, lì c’è Alice”:

Io mi dico maledico ma le dico:
“Lei mi celia, mia Alice,
lei mi modica e lo dice”!

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